Brian Eno: SEED + My Light Years
Parma, Giardini di San Paolo e Ospedale Vecchio
Fino al 2 agosto 2026
Si definisce “non musicista”, però di pagine di musica ne ha scritte, e di eccellenti. Brian Eno è stato tastierista dei Roxy Music, ha codificato la ambient music, collaborato con figure come David Bowie e prodotto dischi di band internazionali quali Talking Heads, U2 e Coldplay. La portata della sua ricerca, però, va oltre la musica e abbraccia le arti visive e le installazioni immersive.
A Parma è protagonista della sua prima grande esposizione in Italia: un progetto diffuso che si articola su più sedi e collega arte, riflessione politica e intervento sul tessuto urbano. L’iniziativa è distribuita fra i Giardini di San Paolo e l’Ospedale Vecchio - riaperto per l’occasione dopo anni di chiusura - e assume un valore che va al di là della semplice mostra.
Nel progetto l’arte emerge come pratica attiva, capace di incidere sul modo in cui pensiamo e immaginiamo il mondo. Eno ritiene che l’esperienza estetica non sia mai neutra, ma abbia una dimensione politica, intesa come costruzione di immaginari collettivi e possibilità alternative. Il lavoro presentato a Parma insiste sull’urgenza di ripensare il presente, mettendo in relazione percezione, ambiente e responsabilità condivisa.
My Light Years
Nei Giardini di San Paolo prende forma SEED, un’installazione sonora immersiva realizzata insieme alla scrittrice Ece Temelkuran. Si tratta di un paesaggio acustico generativo, in continua trasformazione, che si costruisce attraverso il movimento dei visitatori. Il giardino traduce la sua concezione dell’arte come processo “generativo”: definite alcune regole iniziali, l’opera evolve da sola, trasformandosi col tempo come un organismo vivente.
All’Ospedale Vecchio si sviluppa My Light Years, una grande ricognizione sulla produzione visiva e audiovisiva di Brian Eno, tra opere storiche e lavori recenti. Al centro della ricerca, luce, tempo e percezione si traducono in ambienti immersivi in costante trasformazione, dove immagini e suoni si combinano secondo logiche generative.
L’Ospedale Vecchio diventa parte integrante del progetto, e non solo cornice, intrecciando stratificazioni temporali e restituendo alla città un luogo a lungo inutilizzato.
Un altro scatto da My Light Years
L’intera operazione si propone come un intervento urbano che usa arte, suono e luce per riattivare spazi e relazioni. Parma diventa un laboratorio in cui il pubblico è chiamato a partecipare, costruendo un’esperienza ogni volta diversa.
SEED e My Light Years ribadiscono la coerenza della ricerca di Eno, fondata su sistemi generativi e ambienti immersivi, e ne rafforza la dimensione etica: creare spazi di attenzione e di ascolto capaci di opporsi al rumore contemporaneo e di rendere immaginabili (e quindi possibili) alternative.
Kappa
Kappa 13.05.2026, 17:00
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