Arte e Spettacoli

Faccia a faccia

Scatti iconici di Ernst Scheidegger al Masi di Lugano

  • 17.03.2024, 08:44
Ernst Scheidegger

Ernst Scheidegger

  • MASI, Lugano
Di: Red 

“Faccia a faccia. Omaggio a Ernst Scheidegger” è l’esposizione che il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano, Sede LAC, presenta dal 18 febbraio al 21 luglio 2024.
La mostra è proposta sulla scia delle attività legate al centenario della nascita dell’artista svizzero Ernst Scheidegger (Rorschach, 1923 – Zurigo, 2016).

La mostra al MASI di Lugano presenta diverse opere che delineano la personalità sfaccettata e multiforme dell’artista svizzero Ernst Scheidegger (Rorschach, 1923 – Zurigo, 2016), figura multiforme che fu anche pittore, grafico, regista e, in seguito, gallerista ed editore.
Oltre cento immagini: un’ampia scelta di scatti giovanili inediti del decennio 1945 - 1955 e, a completare il percorso, i suoi celebri ritratti d’artista. Attivo come fotoreporter e collaboratore dell’agenzia Magnum Photos, Scheidegger è infatti soprattutto noto a livello internazionale per i suoi ritratti d’artista.
Un tributo importante all’artista svizzero protagonista di un momento importante della storia della fotografia.
Nella seconda sezione della mostra i ritratti fotografici dialogano con una selezione di opere delle artiste e degli artisti di volta in volta immortalati.

Bambini nel Sud Italia, ca. 1948

Bambini nel Sud Italia, ca. 1948

  • © 2023 Stiftung Ernst Scheidegger-Archiv, Zürich

Forti contrasti luminosi, prospettive stranianti e messa a fuoco disinvolta caratterizzano i lavori giovanili di Scheidegger, con cui si apre il percorso della mostra in corso al MASI di Lugano. Sono scatti privati, realizzati in bianco e nero con una macchina Rolleiflex, risultato delle peregrinazioni dell’artista tra Svizzera, Italia, Paesi Bassi, Jugoslavia e Cecoslovacchia. Da Belgrado a Montecassino, dalla Val Verzasca a Parigi. Fotografie che riportano ai nostri occhi gli abitanti di un’Europa devastata dal conflitto, ma anche desiderosa di risollevarsi. Persone colte nella loro quotidianità, come bambini negli orfanotrofi e nelle carceri minorili, un’umanità affamata di vita, che si riversa tra le strade.

Salvador Dalì nel suo atelier a Portlligat, ca. 1955

Salvador Dalì nel suo atelier a Portlligat, ca. 1955

  • © 2023 Stiftung Ernst Scheidegger-Archiv, Zürich

Il suo è un repertorio che, come scrive Tobia Bezzola nel suo saggio in catalogo: «racchiude molti temi classici dei neorealismi fotografici e cinematografici del secondo dopoguerra: il riverbero delle luci di scena sui volti degli artisti e dei clown di un circo, le emozioni a buon mercato della fiera e del luna park, la rumorosa vita popolare che anima le strade dell’Europa del Sud, i bambini di strada, l’Esercito della salvezza, le sagre, le manifestazioni dei lavoratori».

Dalla polvere delle strade alla calma degli atelier degli artisti: è un percorso non scontato quello di Scheidegger, che presto va a incrociarsi con quello di Alberto Giacometti, conosciuto durante il servizio militare in Engadina nel 1943. La mostra documenta, in una sala dedicata, il profondo rapporto con l’artista, raccontato da una serie di rare vintage prints.

 Alberto Giacometti dipinge Isaku Yanaihara nel suo studio parigino (1959)

Alberto Giacometti dipinge Isaku Yanaihara nel suo studio parigino (1959)

  • © 2023 Stiftung Ernst Scheidegger-Archiv, Zürich; Succession Alberto Giacometti / 2024

Come racconta Taisse Grandi Venturi nell’intervista di Monica Bonetti per Voci dipinte:
«Già nel 1943 Scheidegger, giovanissimo all’epoca, è in servizio militare a Maloja. E peraltro, secondo la narrazione dello stesso Scheidegger, sono proprio le pietre che Max Ernst aveva dipinto nell’estate del 1935 a condurlo sulla soglia dell’atelier di Alberto Giacometti. E i due si conoscono. In quella prima occasione Scheidegger aveva una macchina fotografica con sé e tuttavia decide di non scattare fotografie. I primi scatti sono infatti un po’ successivi e risalgono alla fine degli anni ‘40, inizio anni ‘50. Il momento in cui entrambi i due artisti si ritrovano insieme a Parigi. Lì, da questo primo incontro, veramente va a fiorire una frequentazione che poi si trasforma in qualcosa di più profondo, cioè che racconta come i colleghi alla Magnum, perché in quel periodo lui era fotoreporter, quasi lo prendessero in giro per tutto il tempo che andava a perdere negli atelier degli artisti e in particolare nell’atelier di Alberto Giacometti».

Le fotografie, scattate durante diversi incontri sia a Stampa che a Maloja in Val Bregaglia, in Engadina che nell’atelier di Giacometti a Montparnasse a Parigi, mostrano momenti privati da prospettive insolite, che portano dentro il tempo della loro creazione.       
Il legame di fiducia tra l’artista e il fotografo consentirà a Scheidegger di rubare anche scatti emblematici, non da ultimo uno dei rari ritratti frontali di Giacometti, poi utilizzato anche sulla banconota svizzera da 100 franchi. In una giocosa mise en abyme tra pittura e fotografia, la mostra presenta anche un ritratto di Scheidegger dipinto da Giacometti intorno al ’59.         

Max Bill insegna alla Scuola di arti applicate di Zurigo, ca. 1946

Max Bill insegna alla Scuola di arti applicate di Zurigo, ca. 1946

  • © 2023 Stiftung Ernst Scheidegger-Archiv, Zürich

Non solo Giacometti: nella capitale francese Scheidegger inizia a frequentare la scena artistica e letteraria d’avanguardia e si specializza in ritratti d’artista per riviste di settore e progetti editoriali. Da Joan Miró a Salvador Dalí, da Max Bill a Marc Chagall, in mostra sfilano i ritratti di grandi artisti del Novecento con cui l’obiettivo di Scheidegger si è trovato faccia a faccia. Raramente in posa, mai glamour, le artiste e gli artisti compaiono sempre nel loro ambiente, al cavalletto o sul tavolo da disegno. Quella di Scheidegger è una fotografia che non celebra sé stessa, ma si pone al servizio dell’arte.

58:42
Ernst Scheidegger Installazione della scultura Kontinuität di Max Bill nella sua prima versione in gesso, Zurigo 1947

Il museo necessario

Voci dipinte 31.03.2024, 10:35

  • masilugano.ch Ernst Scheidegger © 2024 Stiftung Ernst Scheidegger-Archiv, Zürich, 2024, ProLitteris, Zurich
  • Emanuela Burgazzoli

La mostra è a cura di Tobia Bezzola e Taisse Grandi Venturi. In collaborazione con il Kunsthaus Zürich e la Stiftung Ernst Scheidegger-Archiv.
In occasione dell’esposizione al MASI è stato pubblicato, ad ottobre 2023, il volume “Ernst Scheidegger. Fotograf” con testi di Tobia Bezzola, Philippe Büttner, Alessa Widmer ed Helene Grob. Edizione tedesca e inglese Scheidegger & Spiess, edizione italiana Edizioni Casagrande Bellinzona.

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