Nata a Guangzhou nel 1978, Cao Fei è una delle voci più lucide della scena artistica cinese contemporanea. Attraverso video, immagini digitali e cultura pop, il suo lavoro racconta come stanno cambiando le nostre vite nella società di oggi. Un linguaggio ibrido, difficile da classificare, ma capace di parlare in modo universale e accessibile.
Cao Fei, Asia One 02, 2018
Nei primi anni Duemila, quando l’Occidente guarda alla Cina soprattutto come “fabbrica del mondo” l’artista entra, letteralmente, nei magazzini e negli spazi di lavoro per raccontare il lato umano, alienato e quasi fantascientifico della produzione industriale. Operai e robot condividono lo stesso spazio, in un progetto che, più che documentario, sembra una premonizione.
Cao Fei, Asia One, 2018
Uno sguardo visionario
Il punto del suo lavoro non è tanto il medium, quanto il modo in cui utilizza video, installazioni, fotografia e realtà virtuale per costruire universi paralleli sempre meno distanti dalla realtà.
Cao Fei è tra le prime artiste ad aver preso sul serio gli spazi virtuali come luoghi culturali veri. Il suo progetto RMB City, sviluppato su Second Life alla fine degli anni 2000, oggi sembra un’intuizione sorprendentemente precisa del metaverso.
Con non pochi anni di anticipo, l’artista aveva già capito che identità digitale, avatar e simulazione non erano evasione, ma estensione della realtà. E soprattutto, che il confine tra online e offline sarebbe diventato sempre più irrilevante. È per questo motivo che, in un momento storico in cui viviamo dentro piattaforme digitali e lavoriamo in modo sempre più automatizzato, le sue opere smettono di sembrare visionarie e diventano un documentario della vita quotidiana.
Perché se ne parlerà sempre di più
Cao Fei sarà in mostra al Kunstmuseum Basel e alla Fondazione Prada per i prossimi mesi: un’occasione per conoscere un’artista che sentiremo nominare sempre più spesso. Innanzitutto perché i temi che ha iniziato a esplorare in tempi non sospetti - metaverso, IA, lavoro - sono diventati mainstream. E poi perché, tra moda, musica e cultura visiva, l’estetica “tech asiatica” è ormai ovunque. E Cao Fei la indagava già quando era ancora periferica, anticipando un immaginario che oggi è diventato dominante.
Cao Fei, Cosplayers, 2004
In fondo, il motivo per cui Cao Fei è così interessante è proprio questo: sa raccontare il nostro presente in modo lucido e creativo, intercettando i cambiamenti prima ancora che diventino visibili.
Ora è il momento per gli esseri umani di riscoprire l’universale. Se stiamo parlando di un pianeta morente, questo è il segnale che ci invita a riflettere su ciò che stiamo facendo.
Cao Fei
Oltre il disincanto
Voci dipinte 31.05.2026, 10:35
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