Quattro titoli per rappresentare il successo globale di un’opera come Heldin (primo titolo, quello originale in tedesco) di Petra Volpe, presentato nel Berlinale Special Gala dell’edizione 2025. Dove, come per tutti i festival, aveva anche il suo titolo internazionale (il secondo) Late Shift. Ovvero L’ultimo turno che è la versione italiana (terzo titolo) di un’opera che anche oltre il confine sud ha avuto un importante successo.
Non è stato solo il film candidato svizzero agli Oscar: ha vinto premi in molti festival ed ha avuto il suo spazio importante, dopo la Berlinale, a Sydney, Locarno, Vancouver, Haifa, Palm Springs, Soletta, giusto per citarne alcuni.
L’ultimo turno/Heldin/Late Shift ha la forma di un thriller sociale, con un approccio documentaristico che ci accompagna durante la giornata di lavoro, il turno di notte, dell’infermiera Floria Lind (Leonie Benesch), proprio in un giorno particolare, quello in cui una collega si dà malata e sembra prepararsi la tempesta perfetta. Pazienti che richiedono attenzioni speciali, in qualche caso le pretendono; richieste da hotel di lusso...
La routine di un lavoro, fatta di gesti, abitudini e ripetizioni, viene sconvolta dalle situazioni del momento. Portando la protagonista Floria (ma anche lo spettatore) a perdere la pazienza. Perché quello che è il centro del film, è una situazione reale, che ben conosciamo, ma i cui dati sono spiazzanti. Secondo l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2030 mancheranno circa 13 milioni di infermieri in tutto il mondo. Un lavoro difficile, impegnativo, stressante, frenetico e sottopagato. Un’emergenza reale per le migliaia di Floria nel nostro mondo.
Petra Volpe: "quasi tutti i miei film raccontano storie di donne"
RSI Info 21.01.2017, 11:31
En Première Ligne (Il titolo francese, insieme alle “eroine” dell’originale è quello forse più centrato) è un film costruito su lunghi piani sequenza, con un montaggio che si fa frenetico nei momenti cruciali, seguendo Floria nei suoi spostamenti di camera in camera, catapultando lo spettatore nella frenesia di una quasi ingestibile mole di lavoro, senza un attimo di sosta. E Leonie Benesch (attrice tedesca rivelatasi nel 2009 con Il nastro bianco di Michael Haneke e protagonista del bellissimo La sala professori di İlker Çatak) è semplicemente perfetta nel trasmettere ogni sensazione: dall’ansia, alla gioia, alla frustrazione.
Per Petra Volpe (classe 1970, nata a Suhr, doppia cittadinanza svizzera e italiana) una consacrazione, dopo l’importante risultato ottenuto nel 2017 con lo Swiss Film Award per la Miglior sceneggiatura per Die Göttliche Ordnung (Contro l’ordine divino) storia di Nora, giovane casalinga che decide di battersi in prima persona per ottenere il suffragio femminile, sul quale gli uomini dovranno votare il 7 febbraio 1971.
Il dopo-Heldin è già iniziato: lo scorso gennaio il suo nuovo film, Frank & Louis, storia dell’ergastolano Frank che accetta un lavoro in prigione come assistente di detenuti anziani affetti da Alzheimer, era nel programma del Sundance Film Festival.
Petra Volpe è però già al lavoro per il 2027, che sarà all’insegna di Dolce Amelia film in lavorazione. Ma prima potrà godersi il doppio successo ai Quartz 2026, per il miglior film dell’anno e per il miglior risultato al box-office. Meritatissimi.
Quartz 2026: tutto pronto per la premiazione
Alphaville 26.03.2026, 11:05
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