Cinema

I Frontaliers e la vita al Motto Bartola

Anche l’esercito ha collaborato alle riprese del nuovo capitolo della saga cinematografica di Bussenghi e Bernasconi, Frontaliers Sabotage. Paolo Guglielmoni racconta i giorni “in caserma”

  • 2 ore fa
Frontaliers Sabotage

Esce oggi 1 gennaio nelle sale Frontaliers Sabotage, nuovo capitolo della saga dei Frontaliers, e questa volta l’azione promette risate e avventure su scala internazionale: in tutta la Svizzera e in Italia – anche se, ovviamente, il Ticino rimane al centro.
Nel cast, accanto a Flavio Sala e Paolo Guglielmoni, ritroveremo Barbara Barbarossa – con il regista Alberto Meroni, Sala e Guglielmoni, anche co-autrice del film – e la mitica Panda rossa del frontaliere di Usmate Carate, ma anche nuovi personaggi interpetrati tra gli altri da Christa Rigozzi, Enzo Iacchetti, Giovanni Cacioppo, Maria Victoria Haas, Nina Dimitri e Joas Balmelli.

Paolo Guglielmoni, ospite di Casa Svizzera su Rete Uno ha svelato alcuni retroscena delle riprese, soprattutto riguardo alle sequenze ambientate presso le fortezze dell’Esercito Svizzero in Leventina: «si crea una squadra svizzera che viene istruita al Motto Bartola per compiere una missione, una scuola reclute con romanci, romandi, svizzero-tedeschi – e naturalmente ticinesi, io e Veronelli… poi Bussenghi entra di straforo, e sconvolge completamente la trama del film».

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Dall’eco dello jodel al set dei Frontaliers

Casa Svizzera 11.12.2025, 09:10

  • Alice Pedrazzini e Fabrizio Casati

Ovviamente la collaborazione attiva alle riprese da parte delle donne e degli uomini dell’esercito è stata fondamentale: «Il primo giorno delle riprese lo scorso marzo al Motto Bartola l’esercito svizzero ci ha messo a disposizione sia i mezzi, sia i veicoli, sia gli uomini. Quindi c’è proprio una scena di massa – non avevamo niente del genere nel primo film – dove tutti si muovono, e questa collaborazione per noi è stata preziosa…»

L’aiutante sottufficiale Giuseppe Barbone della piazza d’armi di Airolo ricorda bene alcuni momenti delle riprese: «Quando sono venuti a girare, il freddo si sentiva… visto che giravano delle scene in notturna, tante volte gli attori dovevano rientrare in caserma a coprirsi, mentre aspettavano che la produzione preparasse la nuova scena, per poi ritornare, diciamo, sul terreno».

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Benvenuti a Momòllywood!

RSI Frontaliers 08.09.2025, 16:00

Paolo Guglielmoni: Il Motto Bartola è più esposto, mentre Forte Airolo e Bedrina sono un po’ più coperti. Comunque, anche la troupe ha dormito al Motto Bartola, proprio come fosse una scuola reclute […] Ho imparato tante cose, ad esempio che il primo edificato è il Forte Airolo, che è stato edificato per proteggere il tunnel ferroviario del San Gottardo. C’è dentro un museo, si può visitare, è molto interessante… Ah e poi ho imparato che c’è un tunnel che collega il Forte Airolo al Motto Bartola… Si poteva dire, o è un segreto militare?

Giuseppe Barbone: Non è un segreto, ma è meglio non andare oltre… Da parte mia posso dire che, come militare, c’era un grande spirito di cameratismo. Ho visto cast e troupe sempre molto affiatati e uniti in qualsiasi condizione, anche quando era proprio freddo, o c’era qualcosa che non andava.

Paolo Guglielmoni: La convivenza tra troupe del film ed esercito è stata molto positiva. È chiaro poi che Barbone era il nostro uomo all’Havana: qualunque gabola, noi chiamavamo lui al telefono...

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Trailer: Frontaliers Sabotage

RSI Frontaliers 26.11.2025, 11:53

  • RSI

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