Cinema

Alex Polidori e l’arte del doppiaggio

La voce in italiano di Timothée Chalamet e Tom Holland racconta come “incollarsi” correttamente a un attore o a un personaggio cinematografico

  • Oggi, 11:00
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  • IMAGO / ZUMA Press Wire
Di: Simona Rodesino 

Quando ho conosciuto per la prima volta Alex Polidori, un paio d’anni fa, aveva appena dimenticato la sua valigia sul treno Roma-Lugano. Mi aveva detto «Ho corso per cercarla... sembrava una scena da film, degna di un super eroe. O almeno degna di Peter Parker, perché anche lui come me è abbastanza impacciato, maldestro. E un po’ distratto».

Non è un caso che si riferisse proprio a Spider-Man: Polidori dal 2017 è la voce ufficiale del supereroe Marvel in italiano (la presta all’attore britannico Tom Holland nei film, ma la troviamo anche nelle produzioni animate). Doppiare un personaggio leggendario da quasi dieci anni lo ha avvicinato molto al pubblico, tanto che a volte le persone lo fermano per strada («Ma tu sei Spider-Man!»).

Oltre a essere doppiatore, Polidori, classe 1995, è attore, content creator e cantautore. Ma come ha iniziato il suo percorso nel mondo del doppiaggio? Più che come, quando: da bambino già prestava la voce a cartoni animati come Alla ricerca di Nemo o Koda, fratello orso. Racconta che «è un mestiere un po’ nell’ombra, un po’ misterioso, che sta emergendo negli ultimi anni, grazie ai social. Dietro a quel suono che ascoltiamo nei film e nelle serie, ci sono persone, professionisti che sono in sala e che devono riprodurre tutta l’atmosfera del film, la caratterizzazione del personaggio e le emozioni. Il tutto soltanto attraverso la voce». Polidori, infatti, è molto attivo anche sui social, dove posta contenuti legati al suo lavoro.

Oltre a doppiare Tom Holland, Alex Polidori è il doppiatore italiano di un altro giovane attore – hanno la stessa età, 30 anni – considerato tra i più forti della sua generazione, Timothée Chalamet, candidato agli Oscar per il suo ultimo film Marty Supreme, in cui interpreta un ragazzo statunitense che negli anni ‘50 cerca di diventare un campione di ping pong.

Polidori spiega: «È veramente un personaggio complicato: parla a raffica, e doveva ispirare un po’ quest’arroganza… lo spettatore deve quasi odiarlo, mentre empatizza con lui. Deve risultare un po’ antipatico, ma furbo. […] Sono sempre complessi, i personaggi che interpreta Chalamet. Bisogna impegnarsi molto, per riuscire ad “incollarsi” bene su di lui… è sempre un lavoro stimolante e complicato, e bisogna essere molto concentrati. Quando l’attore è bravo, ti suggerisce quello che devi fare, in qualche modo. Basta guardarlo, e lo sai già».

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Alex Polidori, 2025

Alex Polidori, l’intervista

RSI New Articles 27.02.2026, 16:19

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