Letteratura
Esistenze straordinarie

La vita di Hans-Peter Duttle, alpinista svizzero

Dal Tibet all’Artico, il racconto di un “uomo qualunque” che ha attraversato la storia

  • 2 ore fa
Hans-Peter Duttle
  • Fotosammlung Hans-Peter Duttle
Di: Alphaville/EBo 

Una scalata clandestina all’Everest in piena Guerra fredda, un rimpatrio rocambolesco orchestrato dalla CIA, anni trascorsi tra i ghiacci dell’Artico canadese a insegnare agli Inuit e una vita sempre in bilico tra scelta e fuga. È il ritratto sorprendente di Hans-Peter Duttle, protagonista del libro L’uomo che parla come un bambino (Monterosa Edizioni, 2026), firmato da Mario Casella. Ospite della trasmissione “Alphaville”, l’autore ha raccontato la genesi di un’opera che travalica la biografia per interrogare la natura umana.

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  • MonteRosa Edizioni

«Mi sembrava una storia con una valenza universale», ha spiegato Casella, «quella di un uomo all’apparenza discreto, quasi un antieroe, ma che ha avuto una vita memorabile». L’incontro con Duttle avviene quasi per caso, ascoltando un’intervista radiofonica della SRF. Da lì nasce una curiosità che diventa prima reportage e infine libro: «Ho scoperto delle cose straordinarie. Un uomo in fuga perenne, dalle responsabilità e da sé stesso».

Nato a Beirut nel 1938 da una famiglia diplomatica svizzera, Duttle cresce spostandosi tra continenti e lingue, senza mai trovare un vero centro. «Una testa completamente rintronata da impulsi diversi», racconta Casella, capace però di trovarsi, per caso o destino, nei crocevia della Storia. Come nel 1962, quando accetta di unirsi a tre giovani americani per una spedizione illegale sull’Everest dal versante tibetano. «Erano una sorta di boy scout», ricorda l’autore, «e lui diventò “il quarto uomo” quasi per caso».
L’impresa si trasforma in un’odissea: 47 giorni in autonomia estrema, senza ossigeno né supporto, fino a sfiorare gli 8000 metri. «Arrivarono distrutti, scheletrici», racconta Casella, «in un contesto in cui avrebbero potuto essere scambiati per spie».

Ma è solo una delle tappe di una vita fuori dall’ordinario. Negli anni successivi, Duttle parte per il Canada, dove trascorre lunghi periodi nell’Artico insegnando inglese agli Inuit. Un incarico apparentemente semplice ma inserito in una strategia geopolitica ben più ampia. «Era una piccola rotella in un ingranaggio molto più grande», spiega Casella, «in piena Guerra fredda, quando l’Artico era un territorio cruciale». Proprio lì nasce il soprannome che dà il titolo al libro: «“Ucautsialuk”», ovvero «l’uomo che parla come un bambino», per quel suo inglese imperfetto e disarmante.

La parabola di Duttle attraversa anche l’America Latina, tra esperienze di cooperazione e incontri con contesti segnati da tensioni politiche e sociali. Sempre con lo stesso tratto distintivo: la capacità di trovarsi “nel posto sbagliato al momento giusto”. «Mi è piaciuto il paragone con Forrest Gump», ammette Casella, «questo trovarsi per caso in situazioni paradossali».

Al centro del libro non ci sono però soltanto le avventure, ma le fragilità. «Nella vita bisogna scegliere se agire o scappare», riflette l’autore, individuando proprio in questa tensione il cuore narrativo del racconto. Una dimensione che rende Duttle vicino a chiunque: un uomo comune, esposto alle contraddizioni del proprio tempo.

Oggi, a 88 anni, il protagonista ha deciso di raccontarsi dopo decenni di silenzio. «Per trent’anni non voleva più parlare di queste storie», dice Casella, «poi si è aperto totalmente». Un rapporto di fiducia che ha permesso all’autore di entrare con delicatezza nella sua vita, costruendo un ritratto complesso e profondamente umano.

L’uomo che parla come un bambino diventa così non solo un viaggio tra Everest e ghiacci artici, ma una riflessione sulle responsabilità individuali e sul rapporto tra destino e scelta. Una storia che, come conclude Casella, «incrocia la Storia con la S maiuscola, ma senza eroismi: solo con la forza – e le debolezze – di un uomo».

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"L’uomo che parla come un bambino" di Mario Casella, Monterosa Edizioni (copertina)

L’uomo che parla come un bambino

Alphaville 18.06.2026, 11:05

  • © monterosaedizioni.it
  • Mario Fabio e Barbara Camplani

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