Affrontare i 20 anni St. Elsewhere di Gnarls Barkley non può che iniziare da Crazy, il singolo che ha lanciato il disco. Raffinato per le orecchie più esigenti, ritmato per le gambe più danzerine, il brano trova collocazione stabile nelle rotazioni di radio e musitelevisioni, oltre a essere impiegato con successo in altre forme comunicative, su tutte la pubblicità.
Dietro Gnarls Barkley si celano il produttore Danger Mouse e il cantante CeeLo Green. Il primo è nato nello stato di New York, ma ha studiato al Sud, in Georgia. Nel 2004 ha prodotto il Grey Album, che mescola Beatles e Jay-Z in una sorta di passaggio di consegne fra il grande pop del passato e quello nuovo, rappresentato dal rap.
CeeLo proviene dal collettivo Dungeon Family. È di Atlanta, città decisiva per hip hop e R’n’B fra la fine dei ’90 e i primi 2000. Un comune terreno geografico che aiuta a comprendere le atmosfere del disco.
Gli ingredienti per una miscela di successo ci sono tutti, il compito della coppia è mescolarli in modo sapiente. Il risultato è noto.
St. Elsewhere spazia dal soul all’hip hop, dall’R’n’B al funk attraverso un dosaggio di ogni singola influenza calibrato al milligrammo. La produzione di Danger Mouse è tirata a lucido più che mai: una conferma dell’attenzione al dettaglio quasi maniacale che emerge dai suoi lavori. Un album dal suono stratificato, su cui aleggia una sorta di allure psichedelica, scossa dalle qualità vocali di CeeLo, che si muove attraverso i brani a suo agio con ogni tipo di interpretazione.
La prima prova di Gnarls Barkley sa anche riservare sorprese: è il caso della rilettura di Gone Daddy Gone. La cover dei Violent Femmes è l’episodio che cambia il registro del disco e ne amplia la portata, aprendo verso gli amanti del rock indipendente. Un’iniziativa a cui i Violent Femmes risponderanno registrando una loro versione di Crazy.
Oltre 2,1 milioni di copie vendute nel mondo, il debutto alla numero uno delle classifiche britanniche, un Grammy come Best Alternative Music Album e, sempre ai Grammy, una candidatura “pesante” per Album of the Year: sono i risultati raggiunti dall’album, a conferma di una trasversalità che è qualità rara nei dischi “di genere”.
St. Elsewhere non ha cambiato il corso della musica, ma per un attimo l’ha resa più interessante.
Gnarls Barkley, discografia essenziale:
-St. Elsewhere (2006);
-The Odd Couple (2008);
-Atlanta (2026).
St. Elsewhere 20 (Cip Cip, Rete Tre)
RSI Cultura 22.04.2026, 15:30
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