Musica Mundial

Dalle “Notti magiche” a “Waka Waka”, inseguendo “La Copa de la Vida”

Come la canzone dei Mondiali è diventata uno strumento di marketing del calcio globale

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Shakira in Sudafrica (2010)

Shakira in Sudafrica (2010)

  • Imago / Abacapress
Di: Andrea Rigazzi 

La costante è l’atmosfera da stadio: i cori che riecheggiano tra le strofe, i ritmi brillanti. La canzone ufficiale dei Mondiali di calcio oggi smuove pubblico e passioni, non è più solo una copertina sonora.

Parliamo delle canzoni e non degli inni, anch’essi, negli anni, firmati da importanti artisti come Vangelis, Santana e Robbie Williams. La canzone è volutamente pop, serve ad accendere la fantasia del pubblico; l’inno è più istituzionale e mette il vestito musicale all’edizione.

Gli anni ’60: rock’n’roll e prima mascotte

Le prime note ufficiali sono quelle di El rock del Mundial dei Los Ramblers, scritta per Cile ’62. Che è esattamente ciò che comunica il titolo, un brano agile in linea con lo spirito musicale del tempo.

Tempo quattro anni e in Inghilterra appare una innovazione di marketing: il leoncino Willie è il capostipite della lunga galleria di mascotte della competizione. Lo saluta, a suon di skiffle, Lonnie Donegan.

Gli anni ’70: dalle feste popolari alla tragedia argentina

I brani delle edizioni di Messico e Germania Ovest sono radicati nei suoni locali. Futból Mexico ’70 apre con fiati da fiesta e si fa accogliente grazie ai suoi cori femminili. Diverse le atmosfere di Fussball ist unser Leben, del 1974. Fra suoni vagamente “Oktoberfest”, l’interpretazione è affidata ai calciatori della Germania Ovest. Beckenbauer e compagni se la cavavano decisamente meglio coi piedi…

Il Mondiale del ’78 resta uno dei più controversi. Viene assegnato all’Argentina, il cui sanguinario regime mira a usare la competizione come veicolo di propaganda sul piano internazionale. Una scelta che provoca reazioni forti, tra cui il forfait di una superstar come Johan Cruyff. La marcia del torneo è composta da Ennio Morricone, che accetta l’incarico suscitando polemiche per via del contesto politico.

Aria di corrida e marcette negli ‘80

Negli Ottanta la Coppa del Mondo parla spagnolo, e le canzoni restano nel solco del decennio precedente. La Spagna schiera il tenore Plácido Domingo per dare voce a un brano in cui l’iniziale richiamo alla corrida si diluisce nei colori di una festa meno connotata geograficamente.

Nel 1986 si torna in Messico, e si risentono le sonorità del folclore. Nel titolo, però, si intravede un elemento di novità: El mundo unido por un balón sembra anticipare, in chiave calcistica, la fine della Guerra fredda e della contrapposizione tra blocchi.

Il cambio di passo dei ‘90

A partire da Italia ’90, inizia a condensarsi una strategia di marketing coerente, guidata anche dalla FIFA: la canzone non presenta solo più il torneo e la nazione ospitante, ma è un messaggio di promozione del prodotto-calcio come veicolo di valori universali. Un’estate italiana è firmata da Giorgio Moroder e affidata alle ugole di Edoardo Bennato e Gianna Nannini. Inizialmente doveva essere in inglese: sono i due cantanti a riscriverne il testo in italiano, avvicinandola al clima del torneo con le sue “Notti magiche”.

Operazione coronata nel 1998 con La Copa de la Vida. Il brano di Ricky Martin cavalca il trionfo del Latin pop nelle classifiche, e rappresenta i Mondiali come festa globale. Che poi, a leggere il testo, con la citazione di Caino e Abele, così leggerina non è, ma il ritmo è travolgente e il successo assicurato.

I 2000: il villaggio globale unito allo stadio

Il ricorso alle superstar internazionali viene replicato su scala industriale nei 2000. Singoli forti che rispecchiano la globalizzazione ormai matura, attraverso collaborazioni tra nord e sud del mondo. A stamparsi nell’immaginario è senza dubbio Waka Waka. Shakira e il collettivo Freshlyground celebrano il primo Mondiale nel continente africano con una danza che ancora oggi mantiene intatta la sua energia.

Veniamo ai giorni nostri. A distanza di sedici anni, tocca ancora a Shakira celebrare una prima volta: Dai Dai, in collaborazione con la stella nascente dell’Afrobeats Burna Boy, è la canzone ufficiale dei primi Mondiali di calcio che si disputano in tre paesi.

Cambiano ritmi e mode, ma la canzone dei Mondiali di calcio è sempre riconoscibile: un gioioso traino del torneo. Non potrebbe essere altrimenti. Quattro anni di attesa valgon bene una festa.

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La Tribù del calcio è scesa in campo

La Tribù del calcio 08.06.2026, 09:30

  • Fabrizio Casati, Axel Belloni, Paolo Guglielmoni e Danni Rauseo

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