Sanremo 2026

Alla prima serata è mancato il guizzo

Conti fatica a gestire i momenti emozionali. In gara piacciono Fedez-Masini, Levante, Malika Ayane e J-Ax. Raf e Renga capifila di coloro che non si sono rinnovati

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Fedez e Masini (a destra) sono nella prima Top 5 del Festival

Fedez e Masini (a destra) sono nella prima Top 5 del Festival

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Di: Herbert Cioffi 

Finalmente ho capito che cosa manca a Carlo Conti per poter gestire uno spettacolo emozionale. Emozione che non c’è stata mai, nemmeno quando c’è stato il tributo a Peppe Vessicchio. Insomma, era toccante perché è scomparso in maniera prematura ed è il famoso direttore d’orchestra con la barba, che nessuno non ricorda. Tutti sanno chi è. Per quanto riguarda Baudo, troppo poco: si è fatto sentire la sua voce, ma un discorso dovevi farlo. Capisco i tempi, ammirevole l’aver chiuso sempre in anticipo, però è mancata tutta la parte emozionale. 

Per un certo periodo è stata nei ranghi anche Laura Pausini, che ho trovato buona, non fuori luogo (fortunatamente ancora non l’hanno fatta cantare, che secondo me è una scelta intelligente). Can Yaman simpatico, ma insomma parliamo di nulla di particolarmente significativo, parliamo di uno show che guizzi non ne ha.

Andiamo alla competizione, e facciamo una sorta di sì/no. Il primo no è ad Arisa nella Top 5 della sala stampa, dove tra l’altro ho votato anch’io. No perché non ha una canzone: ha una bellissima voce ma non ha una canzone potente. Sì a Fulminacci, che ha IL ritornello di questo Festival. Mi spiace che Ditonellapiaga (che comunque è nella Top 5) non sia riuscita a far sentire bene tutte le parole della canzone, che sono fantastiche. 

Il Festival è di Fedez & Masini, lo comincio a dire adesso: Male necessario è una canzone che colpisce di più, per esempio, rispetto a Brancale, che ha un ottimo pezzo (un po’ ruffianino) dedicato alla madre, canta molto bene, ma manca il guizzo emotivo. Mentre «non ho più spazio per l’inchiostro sulla mia pelle», dice Fedez, «ma per le ferite sì» è una frase che indubbiamente rimane.

Questa volta, e dispiace perché sono eredi di una certa melodia italiana, i napoletani hanno assolutamente sbagliato: Sal da Vinci e LDA-Aka 7even non ce l’hanno fatta.

No anche a chi non ha saputo rinnovarsi, per esempio Raf. Che ha una canzone che è una canzone di Raf, non gliela si può contestare, è un pezzo ben fatto (mi ricorda Zarrillo, e c’è anche qualcosa di Cinque giorni). Però, mentre Masini ha saputo rivestirsi di modernità mettendosi a fianco di Fedez, e mettendosi al servizio di un certo rap con la sua abilità, Raf e molti altri non l’hanno fatto (un altro è Renga) rimanendo inchiodati lì. A questi dico un solenne no.

Sì assolutamente a Dargen D’Amico, che per la prima volta, pur non essendo un personaggio molto simpatico, centra un tema fantastico e porta una bellissima canzone. Straordinaria, è un dispiacere che non sia in podio, Malika Ayane, con un pezzo che ricorda i Dirotta su Cuba, molto bello. 

La più bella interpretazione della serata è assolutamente quella di Levante, che arriva al Festival di Sanremo, a differenza delle volte passate, completamente centrata come look, postura, serenità, abilità interpretativa, padronanza dello strumento corporeo e di quello vocale. Anche se, per ora, la canzone non è in podio.

No anche a Tommaso Paradiso, che fa il gioco di Tommaso Paradiso, no a Ermal Meta, malgrado vada in una direzione arabeggiante. Fatica Tredici Pietro, che aveva un bel brano sulla fallibilità, sì invece a J-Ax, con un pezzo di presa in giro sull’Italia in stile country (genere poche volte proposto in italiano), un nuovo esperimento musicale che funziona benissimo.

Chiusura su altri momenti della serata. Tiziano Ferro è stato bravo, il medley è stato molto bello. Un piccolo dettaglio, però: era un medley di canzoni che Tiziano Ferro ha scritto molti anni fa e che non lo rappresentano più.
La cosa più spiritosa non sono stati gli ospiti ma la signora salita sul palco per celebrare i suoi 105 anni, che essendo prolissa fa venire l’ansia a Carlo Conti che deve assolutamente chiudere in tempo. E quando lui le chiede la canzone 24.000 baci, lei la accenna e la canta. È stato un momento molto divertente.

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