«Il bosco è così silenzioso che riesci a sentire il rumore del dolore. E se il mondo gira anche quando tu sei fermo, la musica gira con te come una compagna, perché è l’unica cosa che spiega il tuo ritmo». Janine Cathrein invita ad ascoltare la persistenza silenziosa della vita. Il nuovo album di Black Sea Dahu, Everything, uscito il 20 febbario 2026 con l’etichetta bernese Mouthwatering Records, è un disco sui cicli della vita e della morte, della solitudine e della connessione.
Everything nasce nel terreno muschioso del dolore, quello per la perdita del papà e per le conseguenti incertezze. Un’esperienza che ha fatto riflettere Janine sul senso della vita; immergersi nella scrittura l’ha profondamente cambiata. «Forse scrivere questo disco è stato come creare un contenitore dove tutto questo ha un posto», racconta al microfono di Sandra Romano per Confederation Music, «perché è stato davvero difficile comprendere cosa poter fare di quel dolore e di quei sentimenti». Le canzoni nate sono nate così, come erba cresciuta dopo un incendio, verde e rigogliosa. Nuova.
Un ruolo importante nella genesi del disco lo ha avuto Flims, dove la band ha svolto delle sessioni di registrazione. La tranquillità della località grigionese è stata d’aiuto per la musicista: «Ogni volta che avevo bisogno di schiarirmi le idee, potevo andare nella foresta. È stato curativo essere lì e poter scrivere musica».

Janine Cathrein
Black Sea Dahu tornano con il blend sonoro così tanto rodato da questo combo zurighese che fa faville in Europa. La magia si trova su tutto l’arco che collega il cantautorato più delicato ed essenziale al vigore della grande orchestrazione. È la parafrasi musicale del lutto e del conforto, del buio e del sole che illumina le montagne al mattino. Nove canzoni come nove piccole finestre aperte sulla complessità della vita, un lavoro curativo, di risalita, per ritrovare il proprio equilibrio.


