Quando, nel 2005, diede vita a Voces8 assieme al fratello Paul, Barnaby Smith aveva le idee chiare. Perché oltre all’ensemble vocale, gettò subito le basi per una fondazione con fini educativi, così da poter diffondere la musica nelle comunità. Un lavoro che la formazione britannica continua a portare avanti anche oggi, due decenni dopo la sua creazione.
«Abbiamo seguito i progetti e lavorato molto duramente, e questo ha sviluppato molte opportunità. Tutto è diventato sempre più grande man mano che si andava avanti». È lo stesso Barnaby Smith a tirare un bilancio di questi due decenni di attività, intervistato da Lucia Bentoglio per Musicalbox.
Voces8 è un gruppo vocale misto, nel quale Barnaby, oltre a quello di direttore artistico, ricopre il ruolo di controtenore: la presenza di questo registro, spiega, «è sinonimo della tradizione corale britannica e dei nostri cori delle cattedrali». Per tradurre la filosofia che ha portato a questa composizione, usa la metafora culinaria: «Quando cantiamo, cerchiamo di combinare al meglio le nostre voci, come i sapori in un piatto». Il controtenore come quella spezia che arricchisce una ricetta, insomma.
«Come gruppo siamo molto fortunati, perché tutti siamo estremamente versatili e flessibili», è il pensiero della contralto Katie Jeffries-Harris. «Sebbene le nostre voci individuali producano suoni molto diversi, siamo in grado di unirci e creare un suono davvero unanime». Katie è entrata nel coro rispondendo a un annuncio di lavoro. L’anno prima aveva partecipato al programma di borse di studio di Voces8. Per lei, cantare in un coro dall’organico così ristretto è esperienza in cui «tutto è molto più intenso e deve essere più raffinato. È più individuale e personale, devi sentirti immerso nella musica che canti». Una dimensione in cui ognuno è, allo stesso tempo, voce e direttore d’orchestra, così da avere un’idea del suono d’insieme.
Il repertorio della formazione spazia fra le varie epoche, ma sempre di più incorpora arrangiamenti contemporanei. Smith ricorda che fin dall’inizio jazz e pop hanno fatto parte della proposta di Voces8, tanto che uno dei primi dischi era internamente incentrato sulle musiche di James Bond. «Penso che ora, con la crescita della nostra popolarità nei media e online, vogliamo in qualche modo cantare musica che richiami un pubblico più ampio». Avvicinare le persone entrando nel loro mondo, è questa l’idea che guida le scelte.
Oggi Voces8 è un punto di riferimento internazionale per la musica corale, e la sua notorietà continua a espandersi anche grazie ai video pubblicati su YouTube. Smith ha notato come queste condivisioni attirino pubblico ai concerti, perché in un certo senso si crea un legame personale con gli artisti: «per noi è un enorme privilegio poter far parte della vita di qualcuno, entrare nel suo salotto», commenta.
Vent’anni di crescita, in cui dall’idea iniziale dei fratelli Smith sono nate una piattaforma, un’etichetta discografica e una struttura in grado di valorizzare altri ensemble vocali; per Barnaby «è qualcosa che mi entusiasma particolarmente, che non è necessariamente incentrato sul virtuosismo». Lo spirito di Voces8 non si esaurisce nei concerti ma percorre tante strade per portare un po’ di bellezza e armonia nella vita delle persone.