Il seme della sua carriera di direttore d’orchestra, Kent Nagano, lo gettò nella cittadina californiana in cui è cresciuto. In gioventù, con i vicini (molti dei quali di origine svizzero italiana), organizzava concerti di Hausmusik, occasioni in cui «si suonava allegramente in casa». In particolare, la memoria corre a un festival dedicato a Beethoven allestito con gli amici: «Ricordo quanto ridevamo da bambini quando dicevamo a papà “hai sbagliato nota, fai attenzione”, e questa idea di relazioni familiari era un modo meraviglioso per imparare la musica», racconta il Maestro a Luisa Sclocchis, nell’intervista per Musicalbox.
Figura di riferimento sia per la musica operistica sia per quella sinfonica, in virtù dell’abilità nell’unire tradizione e innovazione, rende il suo vissuto un elemento cardine della professione. Vivere a contatto con culture diverse, capire l’altro, conoscerne le tradizioni: tutte cose che fanno parte del bagaglio di Nagano, prossimo ad assumere la direzione dell’Orquesta y Coro Nacionales de España. Ma non è l’unica realtà che lo vede coinvolto: in carriera ha collaborato con orchestre in Germania, Svizzera, Francia, oggi è il principale partner della Filarmonica Toscanini di Parma ed è direttore artistico del progetto Ring: The Wagner Cycles dei Musikfestspielen di Dresda.
Essere “globali” nell’approccio è per lui qualcosa che ha grande valore. Vede di buon occhio l’internazionalizzazione portata da internet e il conseguente accorciamento delle distanze ma, osserva, «dovremmo evitare di pensare che la standardizzazione o il consumo siano qualità». La vera ricchezza secondo lui «è il fatto che siamo diversi, e questi costumi dovrebbero essere studiati, dovrebbero essere apprezzati e davvero portati nel XXI secolo».
Uno spunto sulla sua impostazione lo dà l’iniziativa wagneriana a cui sta lavorando con Jan Vogler, nella quale ha ritenuto importante calarsi nella mente del grande compositore tedesco, perché «limitarci ad applicare le nostre esperienze senza comprendere ciò che era importante per il compositore è in qualche modo innaturale».
Sensibilità, profondità di analisi e la capacità di costruire collegamenti sono caratteristiche della personalità che Nagano ha impiegato anche nei suoi libri. In Expect the Unexpected, riafferma come la musica classica abbia rappresentato nell’arco della storia «l’uguaglianza e la base della democrazia», mentre in An Original Voice in Twentieth-century Music spiega «che per noi adulti è importante continuare la nostra educazione, essere aperti e sensibili verso coloro che possono insegnarci qualcosa sulla vita, in modo che possiamo continuare a evolverci».
Gli intrecci, il sentirsi parte di qualcosa di più grande contraddistinguono la sua visione del ruolo di chi detiene la bacchetta (visto oggi più come «una sorta di grande leader» che come un musicista) invitato a non mai perdere di vista la funzione sociale dell’orchestra.
Tenere insieme comunità e generazioni, anche lontane tra loro nel tempo e nello spazio, fungere da collante per la società: è l’idea di musica che affiora dal pensiero di Nagano, e che ne ispira il lavoro di ogni giorno.
Dalla Hausmusik alla bacchetta...
Musicalbox 15.01.2026, 16:35
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