Lutti

Maurizio Dehò, se n’è andato il maestro del violino klezmer

A lungo collaboratore di Moni Ovadia, per oltre 50 anni ha intrecciato tradizioni popolari e sonorità dell’Est Europa con il Rhapsódija Trio, trasformando ogni melodia in racconto

  • Oggi, 18:00
  • Oggi, 18:06
Maurizio Dehò
  • © RSI
Di: Red. Musica 

È scomparso a inizio settimana Maurizio Dehò, violinista di lunga esperienza e figura di riferimento per la musica popolare e dell’Est Europa. Per oltre mezzo secolo ha esplorato repertori tradizionali e sonorità klezmer, distinguendosi per un approccio interpretativo capace di trasformare ogni melodia in un racconto emotivamente denso.

Nel 1993 fondò il Rhapsódija Trio, ispirato alle musiche del mondo e al folk, oggetto costante della ricerca di Dehò, che aveva compiuto studi a Budapest e frequentato la scuola violinistica zigana e indù. La formazione ha partecipato a progetti internazionali teatrali, cinematografici e pubblicitari. Le sonorità del trio milanese evocano viaggi nella Vecchia Europa, da cui si torna ogni volta arricchiti di emozioni e immagini. Un percorso che ha fatto tappa anche in RSI, per un’esibizione inserita nella serie MusicaViva di Rete Due, che fu anche l’ultima di Dehò prima di ritirarsi dalle scene per problemi di salute.

immagine
1:01:18

Rhapsodija Trio

RSI Musicaviva 29.09.2023, 12:30

Collaboratore per lungo tempo di Moni Ovadia (con cui fondò la Teaterorchestra), chi lo ha conosciuto lo ricorda come un musicista curioso e instancabile, sempre pronto a confrontarsi con nuovi linguaggi. La sua formazione affonda nei gruppi folk internazionali, con i quali si avvicinò alle musiche tradizionali del mondo, per poi proseguire in progetti che ne hanno definito la maturità artistica. Un percorso segnato dalla costante ricerca di un nucleo espressivo da trasmettere al pubblico.

Il violino di Dehò, spesso descritto come ponte tra culture e memorie, era la sua firma artistica: uno strumento-capolavoro capace di rendere vive storie collettive e intime. I suoi concerti erano considerati vere e proprie esperienze d’ascolto, costruite sulla generosità interpretativa e sull’attenzione al dettaglio.

Sulla sua pagina Facebook, Luigi Maione, chitarrista entrato nel Trio a fine anni ‘90, ha fornito la sua testimonianza del valore umano e artistico di Dehò, ricordandolo come «un fratello di vita, prima ancora che di musica. Una persona e un musicista colto, sensibile, capace di parlare attraverso il suo violino come pochi altri».

22:47
immagine

Un ricordo di Maurizio Dehò

Musicalbox 19.03.2026, 16:35

  • © RSI
  • Lucia Bentoglio

Ti potrebbe interessare