Prog italiano

Patrizio Fariselli, gli Area come organismo vitale

Con Area Open Project pubblica “La foglia di Murmansk”, tra memoria storica e ricerca musicale

  • 2 ore fa
"La Foglia di Murmansk" di Area Open Project, ZdB (copertina).

"La Foglia di Murmansk" di Area Open Project, ZdB (copertina).

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Di: Musicalbox/RigA 

«Il piacere di plasmare l’inaudito non mi ha ancora abbandonato». Patrizio Fariselli prova ancora la stessa curiosità, lo stesso fervore artistico dei tempi degli Area, che fondò assieme a Demetrio Stratos (1945-1979). Formazione cardine del progressive italiano, gli Area hanno scritto pagine importanti mescolando jazz, rock, avanguardia e impegno politico. Un’eredità che Fariselli mantiene viva con Area Open Project, fuori con il singolo La foglia di Murmansk.

A Musicalbox, ospite di Claudio Farinone, Fariselli racconta come gli Area tendessero alla forma del «collettivo vero, un organismo vitale che macinasse il materiale come una macchina». Raramente arrivava in studio con brani finiti: le idee venivano condivise e sviluppate con il resto del gruppo, in un dialogo costante fra diverse sensibilità artistiche.

In questo senso, gli Area concepivano i loro dischi come istantanee che fissavano le tappe di un percorso: «la cosa importante era il viaggio, era il produrre pensiero». Un’idea di cui si nutre la loro musica, pensata come percorsi strumentali che aprivano spazi alla voce, più che canzoni nel senso tradizionale.

26:07
"La Foglia di Murmansk" di Area Open Project, ZdB (copertina).

Incontro con Patrizio Fariselli (1./2)

Musicalbox 30.04.2026, 16:30

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  • Claudio Farinone

Il discorso si fa più stratificato quando tocca la dimensione politica: gli Area si schierarono apertamente, «ma in termini molto controllati». La musica seguiva un metalinguaggio in cui i testi stimolavano il pensiero, «invitavano la gente a pensare con la propria testa e non lasciarsi fregare». Esserci era la chiave, e gli Area erano presenti quando si trattava di «dare una mano al Movimento a seguire il suo destino». Fariselli cita come unico gesto musicalmente politico la versione dell’Internazionale registrata per pagare le spese processuali di un anarchico.

Sulla tecnologia nel fare musica Fariselli si dimostra aperto, non condanna a priori l’uso dell’intelligenza artificiale. Lui guarda se «il musicista ha prodotto una sua visione del mondo, ha sviluppato un suo pensiero artistico», non come ci arrivi. Il rischio, però, è che l’IA crei appiattimento, non stimoli una tensione al miglioramento, ingrossando le file dei «dilettanti evoluti» a scapito dei veri artisti.

La foglia di Murmansk

«Il primo singolo della mia vita», scherza Fariselli: il riferimento è ai lavori degli Area, pensati come insiemi organici di composizioni.

Il brano prende le mosse da La mela di Odessa (1920): inciso dalla band a metà Settanta, racconta le vicende di un gruppo di rivoluzionari tedeschi diretto in Russia dopo aver dirottato un peschereccio. Tra loro c’era Jan Appel: Fariselli si è imbattuto nei diari dell’artista, e insieme a David Riondino ha ripreso e rielaborato quelle pagine, assumendo il punto di vista della nave.

«La foglia di Murmansk è il racconto epico e tragicomico di un’impresa che si rivelò fondamentalmente inutile, ma in ogni caso gloriosa», così Fariselli.

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"La Foglia di Murmansk" di Area Open Project, ZdB (copertina).

Incontro con Patrizio Fariselli (2./2)

Musicalbox 01.05.2026, 16:30

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