Quando si parla dell’esperienza dei rifugiati in Svizzera, ci si concentra spesso sulla partenza e sull’arrivo: sulle condizioni orribili che queste persone si sono lasciate alle spalle e sulla pericolosità del viaggio, oppure sulla difficoltà di integrarsi in una nuova società così lontana da casa. Quasi mai, però, riflettiamo su ciò che sta in mezzo. E ciò che sta in mezzo è tantissima attesa nei centri per richiedenti asilo.
La fotografa Ardennes Fatimah Ornati, con il suo progetto The waiting, ha voluto investigare proprio questo. Ha conosciuto da vicino sette persone, provenienti da Etiopia, Sudan, Nigeria, Afghanistan, Turchia e Somalia, che si trovavano proprio in quella situazione. Le ha ritratte e ha consegnato loro delle macchine fotografiche usa e getta per poter documentare la loro condizione da dentro. Il risultato è un progetto intimo e partecipativo che ci interroga sull’imposizione del tempo.
Abbiamo incontrato Ardennes in uno dei luoghi-chiave di “The waiting”: il Centro federale d’asilo di Chiasso.



