A quasi un secolo dalla sua nascita, la Fondazione Eranos, incastonata nel villaggio di Ascona, continua a essere un vibrante centro di scambio culturale e interdisciplinare, perpetuando un’eredità intellettuale che trascende il tempo.
Riccardo Bernardini, segretario scientifico della Fondazione Eranos, ha di recente dato alle stampe un libro dedicato alla vita e all’opera di Olga Fröbe-Kapteyn, fondatrice di Eranos. Intervenuto in Prima Ora, Bernardini la descrive come «un personaggio incredibile, tanto sconosciuto quanto meraviglioso, per lo spirito che ha saputo incarnare, attraversando anni difficili della storia europea». Questa affermazione sottolinea non solo la sua straordinaria personalità, ma anche la resilienza e la capacità di forgiare un’istituzione duratura in un’epoca segnata da profonde turbolenze.

L'eredità di Eranos
Prima Ora 10.06.2026, 18:00
Il nome stesso “Eranos”, che in greco antico significa “banchetto”, racchiude l’essenza della sua missione. L’idea originaria dei simposi annuali era quella di un contributo spontaneo da parte di ciascun partecipante. Questa filosofia ha consentito a Eranos di affermarsi negli anni come «una delle piattaforme di studi interdisciplinari più importanti al mondo».
Figura straordinaria vissuta tra le due guerre mondiali, Olga Fröbe-Kapteyn fu un’anticipatrice del suo tempo. La sua capacità di mettere in relazione mondi apparentemente distanti e di favorire il dialogo tra discipline diverse la rende una pioniera del moderno paradigma dell’interdisciplinarietà. Bernardini sottolinea come lei abbia messo a raffronto vie di salvezza spirituale provenienti dall’Estremo Oriente, dal Vicino Oriente, dall’Occidente, dal Nordamerica e dal Sudamerica.
Questa apertura mentale e questa instancabile curiosità la spinsero a intraprendere viaggi di ricerca, spesso in condizioni difficili, per raccogliere immagini simboliche provenienti da culture differenti. Il risultato fu un imponente archivio iconografico di oltre 6000 immagini, meticolosamente classificate secondo principi psicologici e simbolici: una testimonianza tangibile della sua profonda intuizione e della sua capacità di cogliere connessioni universali tra le espressioni spirituali dell’umanità.
La sua vita fu segnata da varie turbolenze, come lo scoppio della guerra. Olga trovò un centro di equilibrio nella pratica pittorica. Le sue opere pittoriche, oggi riconosciute come vere e proprie opere d’arte, non solo documentano l’evoluzione dei suoi studi, ma rappresentano anche una rielaborazione personale: uno spazio di pensiero e meditazione che le permise di confrontarsi con ferite interiori e traumi.
Oggi la Fondazione Eranos continua a onorare e valorizzare questa eredità. Il suo mandato principale resta quello di portare avanti i convegni interdisciplinari, che si tengono ogni anno a fine estate. Parallelamente, la fondazione organizza conferenze pubbliche mensili per la comunità locale di Ascona, offrendo contenuti divulgativi ma rigorosi dal punto di vista scientifico. È inoltre in corso un ampio progetto di restauro di quasi 500 opere pittoriche, con l’obiettivo di catalogare e studiare questo corpus, definito da Bernardini «il libro blu» di Olga.
Olga Fröbe-Kapteyn, The Chalice In The Heart, 1930, private collection




