In Svizzera l’infertilità riguarda sempre più da vicino l’esperienza di molte coppie, ma il fenomeno va inserito in un contesto più ampio, dove fattori biologici, sociali ed economici si intrecciano. A confermarlo sono i risultati del recente studio “Genitorialità in Svizzera”, promosso dall’Università di Zurigo con il programma Human Reproduction Reloaded e dalla Ipsos Foundation: emerge che una persona su cinque ha sperimentato l’infertilità nel corso della vita.
A questo si affiancano altri dati significativi, come quelli dell’Università di Ginevra, che indicano come circa due terzi degli uomini presentino una qualità seminale inferiore agli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità. Numeri che colpiscono, ma che non spiegano da soli il calo delle nascite, sempre più legato a una combinazione di elementi.
Come sottolinea ad Alphaville l’endocrinologa Silvia Misiti, i nuovi studi mostrano un cambiamento nelle priorità: la realizzazione personale si afferma come fattore centrale, talvolta percepito in tensione con il progetto di genitorialità. L’infertilità resta una componente importante, ma non più dominante come in passato; accanto ad essa pesano le difficoltà economiche, l’organizzazione del lavoro e il rinvio della maternità e della paternità.
L’infertilità in Svizzera
Alphaville 12.06.2026, 12:05
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Sul piano clinico, la ginecologa Anna Raggi conferma un’evoluzione nella domanda di cura: sempre più coppie si rivolgono rapidamente agli specialisti per capire le cause di una gravidanza che non arriva. Non si registra però un aumento significativo dei casi che richiedono tecniche avanzate come la fecondazione in vitro. Piuttosto, cresce il numero di coppie che faticano ad avere un secondo figlio, spesso perché iniziano il percorso riproduttivo più tardi rispetto al passato.
Gli studi evidenziano anche un aumento della consapevolezza, soprattutto tra gli uomini, oggi più propensi a sottoporsi a controlli. Tuttavia, come osserva Misiti, non è certo che il peggioramento dei dati rifletta un aumento reale delle patologie: potrebbe derivare anche da una maggiore conoscenza e da un numero più elevato di diagnosi.
Resta centrale il ruolo dello stile di vita. Secondo Raggi incidono in modo significativo fattori come fumo, consumo regolare di alcol, sovrappeso e cattive abitudini alimentari, a cui si aggiungono possibili influenze ambientali, come l’esposizione a sostanze chimiche e pesticidi. Allo stesso tempo, una quota rilevante di casi resta senza causa identificabile, a conferma della complessità del fenomeno.
Infine, il dibattito si apre sul piano politico e sanitario. In Svizzera, il sostegno alle coppie infertili è limitato rispetto ad altri Paesi europei, e si pone la questione se l’infertilità debba essere considerata una patologia da trattare collettivamente o una condizione individuale. Un interrogativo che tocca il rapporto tra libertà personale, solidarietà e politiche pubbliche, e che riflette la natura complessa di un fenomeno destinato a restare al centro dell’agenda sociale.






