Sanità

Quanto sei medicalizzato?

Dossier elettronici e app di monitoraggio non fermano la crescita dei costi. Nel 2027 i premi malattia salgono del 3,7% in Svizzera

  • Oggi, 08:00
Farmaci
Di: Mat Cavadini 

La Svizzera sta investendo nella sanità del futuro: dossier elettronico del paziente, telemedicina, dispositivi indossabili che monitorano battito, sonno, attività fisica. In Ticino, cresce il numero di persone che tengono sotto controllo la propria salute in tempo reale, spesso attraverso le app promosse dalle casse malati. È un progresso innegabile, che promette efficienza e una riduzione dei costi. Eppure, proprio mentre la digitalizzazione avanza, è arrivata la notizia di un nuovo aumento del 3,7% dei premi malattia per il 2027, a conferma di una contraddizione sempre più evidente: più dati, più controllo, più tecnologia… ma una spesa sanitaria che continua a salire.

Vale allora la pena fermarsi a riflettere su un tema centrale: la medicalizzazione della vita quotidiana. Si tratta di un fenomeno che la sociologia studia da decenni e che oggi, grazie al digitale, assume forme nuove e pervasive. Sempre più aspetti della vita quotidiana vengono assorbiti dal linguaggio clinico, trasformati in condizioni da monitorare, correggere, ottimizzare. È un processo che si è ampliato con la cultura del benessere, con l’industria della prevenzione e con l’idea che ogni individuo debba essere responsabile della propria salute in modo permanente.

Michel Foucault aveva descritto questo slittamento come una forma di biopotere: il governo delle popolazioni attraverso la gestione dei corpi. Oggi questa gestione passa attraverso strumenti tecnologici che non hanno più l’aspetto dell’autorità, ma quello della cura. La salute diventa un criterio di valutazione continua, un parametro che definisce comportamenti e identità. Non serve un ordine esplicito: basta un’app che misura il sonno, un algoritmo che valuta il livello di stress, un protocollo di benessere che trasforma la vita in una sequenza di dati.

La medicalizzazione si è estesa ben oltre il campo clinico: emozioni, comportamenti, fasi della vita (nascita, invecchiamento, morte) vengono reinterpretati come problemi da gestire attraverso interventi medici o para-medici.

27:45
Ennesimo aumento

Farmaci: il costo di curarsi

Laser 12.05.2026, 09:00

  • Ti-Press
  • Sabrina Pisu

Il risultato è un individuo che interiorizza la logica del monitoraggio. La salute non è più una condizione, ma una prestazione. La normalità non è più un dato, ma un obiettivo. La deviazione non è più un’esperienza umana, ma un rischio da correggere. In questo quadro, la medicina, anziché curare, ingabbia, orienta, definisce i parametri di normalità. Antonio Maturo parla di “biomedicalizzazione”: un’evoluzione ulteriore, in cui la tecnologia amplifica la capacità della medicina di penetrare nella vita quotidiana, trasformando la salute in un progetto continuo e la prevenzione in un imperativo morale.

La tecnologia sta accelerando il processo di medicalizzazione permanente. La cosiddetta “società bionica” descritta dagli studiosi mostra come la biologia sia diventata il linguaggio dominante per interpretare emozioni, comportamenti, capacità cognitive. Se tutto è riconducibile a un meccanismo neuronale, tutto può essere modificato, potenziato, ottimizzato. La vita diventa un campo di intervento permanente, un cantiere aperto in cui il corpo è un progetto e la psiche un referto in attesa di aggiornamento .

Questo non significa negare il valore della medicina, né quello della tecnologia. Ma quando ogni comportamento viene letto come sintomo, ogni individuo diventa potenzialmente correggibile. E ciò che è correggibile è anche governabile. E allora la questione centrale è questa: quanto spazio resta per un’esperienza che non debba essere tradotta in un codice clinico? Quanto margine abbiamo per una vita che non sia continuamente misurata, valutata, ottimizzata? E, infine, chi governa questa macchina del controllo diagnostico?

Bibliografia essenziale:

Conrad, P. (2007). The Medicalization of Society: On the Transformation of Human Conditions into Treatable Disorders. Baltimore: Johns Hopkins University Press.
Rose, N. (2007). The Politics of Life Itself: Biomedicine, Power, and Subjectivity in the Twenty-First Century. Princeton: Princeton University Press.
Maturo, A. (2012). Sociologia della salute e della medicina. Bologna: Il Mulino
Lupton, D. (2016). The Quantified Self: A Sociology of Self-Tracking. Cambridge: Polity Press.
Cheney-Lippold, J. (2023). We Are Data: Algorithms and the Making of Our Digital Selves (ed. aggiornata). New York: NYU Press.

Legato al Notiziario 06.00 del 12.05.2026 in onda su Rete Uno

Correlati

Ti potrebbe interessare