Tradizioni viventi

Mendrisio in luce: il rito che accende la tradizione

Le storiche Processioni della Settimana Santa di Mendrisio sono un’usanza riconosciuta che coniuga arte, fede e comunità in un’atmosfera unica nel suo genere. Riconosciute come patrimonio UNESCO, si svolgono il 2 e 3 aprile

  • Ieri, 08:00
  • Oggi, 14:05
Trasparenti Processioni Storiche di Mendrisio, 2026
18:57

In visita alle Processioni

Passaggi 20.03.2026, 15:05

  • Elisa Manca
Di: Elizabeth Camozzi 

Le Processioni della Settimana Santa di Mendrisio sono fra i riti più antichi della Svizzera italiana, una tradizione che affonda le radici prima del XVII secolo e continua a modellare l’identità del borgo. In due sere di primavera, quando le luci pubbliche si spengono e il paese torna a una dimensione sospesa, arte, fede e comunità si intrecciano in una forma espressiva unica.

Un prezioso patrimonio vivente che nel 2019 è stato riconosciuto dall’UNESCO inserendolo nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Il Giovedì Santo è dedicato alla Funziun di Giüdee, sacra rappresentazione della Passione e della Via Crucis, con oltre duecento figuranti. Tutto avviene in silenzio, ad eccezione delle invettive degli “ebrei”, unico elemento sonoro della scena. Per secoli la Confraternita del Sacramento ha garantito la continuità di questa forma teatrale che rimanda alle antiche laudi medievali.

Accanto ai personaggi biblici emergono anche i Trasparenti, grandi tele translucide illuminate dall’interno che trasformano Mendrisio in una via sacra dipinta. I trasparenti fissi, sospesi tra strade e facciate, sono manufatti rarissimi, unici nel loro genere per la loro complessità tecnica e simbolica; accanto a essi sopravvivono poi anche le forme portatili, i lampioni, parte del patrimonio affettivo della popolazione, soprattutto dei bambini.

I trasparenti della processione del Venerdì Santo

I trasparenti della processione del Venerdì Santo

  • Ti-Press

In antichità i Trasparenti furono realizzati con vecchie tele domestiche, come lenzuola, ideali per lasciar filtrare la luce; ogni anno, poi, venivano protetti con strati di cera, che oggi conferiscono la caratteristica tonalità giallastra. La prima serie delle cosiddette “porte” fu di Giovanni Battista Bagutti di Rovio (1742-1823), capolavori di architettura neoclassica con un preciso ordine narrativo completati tra il 1791 e il 1792.

Dagli anni ’80 il restauratore Jacopo Gilardi, docente SUPSI, ne cura la conservazione e ha formato una nuova generazione di artigiani grazie al coinvolgimento degli studenti di Conservazione e restauro del Dipartimento ambiente costruzioni e design.

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Processioni storiche di Mendrisio, in alto si possono vedere i trasparenti

I trasparenti delle processioni storiche

Diderot 14.04.2022, 17:10

  • © TiPress / Keystone

La processione del Venerdì Santo assume invece un tono più austero e solenne: dedicata al funerale notturno di Cristo, fu strutturata e introdotta nella sua forma attuale dai Padri Serviti nel Seicento. Oltre seicento figuranti – adulti e numerosi bambini – accompagnano con lanterne illuminate il Simulacro del Cristo morto e la Vergine Addolorata, seguendo un percorso che attraversa il borgo e ritorna a San Giovanni. Il passo è scandito da marce funebri e dal ritmo delle bande musicali.

Per alcuni portatori questo ruolo è una vera vocazione: fino a non molti decenni fa esisteva persino la distinzione tra celibi (per la Madonna) e sposati (per Cristo), segno di un codice rituale che nel tempo si è adattato, ma non è mai venuto meno, testimonianza di quanta dedizione e quanta “vita” scorrano dietro a ogni dettaglio.

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I volti dietro la processione

RSI Archivi 13.04.1990, 11:49

Le processioni sono anche un imponente cantiere organizzativo: oltre settecento partecipanti, centocinquanta collaboratori, settimane di montaggio e verifiche. Alla fine dell’Ottocento nacque la volontà di ridare ordine e dignità alle manifestazioni, restaurando i Trasparenti settecenteschi e inserendone di nuovi, e commissionando i costumi alla Scala di Milano; operazioni che segnarono la rinascita moderna del rito, ulteriormente affinata alla fine del secolo scorso attraverso restauri e musealizzazioni, da cui nacque il Museo del Trasparente.

Come tutte le tradizioni vive, anche questa affronta sfide contemporanee. Negli ultimi anni si è acceso il dibattito sui “mori dipinti”, considerati da alcuni come blackface. Dopo forti reazioni popolari e interrogazioni politiche, la Fondazione ha però deciso di congelare l’abolizione e avviare un confronto più ampio, aprendo un dialogo necessario tra memoria, sensibilità comune e inclusione.

L’attualità restituisce un clima di rinnovata attesa: dopo due anni segnati dal maltempo, tutto lascia presagire finalmente una Pasqua di cielo sereno, favorevole allo svolgersi delle processioni. Nel frattempo, la digitalizzazione delle iscrizioni e dei biglietti per le tribune – frutto della collaborazione tra Comune, Fondazione e Mendrisiotto Turismo – testimonia come tradizione e innovazione possano coesistere senza attrito, accompagnando con discrezione l’evoluzione di un rito antico.

Processioni Storiche di Mendrisio, 2026

Processioni Storiche di Mendrisio, 2026

E quando, al calare della sera, i Trasparenti tornano a illuminare il borgo, Mendrisio ritrova la sua voce più autentica: quella di una comunità capace di custodire il passato senza smettere di interrogare il presente e il futuro. È in questa tensione – luminosa, corale, a tratti persino struggente – che si riconosce la forza di una tradizione insieme storica e vivente, capace di raccontare ciò che eravamo, ciò che siamo e ciò che continueremo a essere.

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Fiducia a Mendrisio: quest'anno le Processioni si faranno

Il Quotidiano 25.03.2026, 19:00

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