Quasi 126'000 firme raccolte, intorno a 76'000 quelle autenticate dai comuni e quindi depositate. “Siamo molto contenti e anche orgogliosi” . È uno Jon Pult comprensibilmente soddisfatto quello che raggiungiamo al telefono in occasione della consegna ufficiale, alla Cancelleria federale a Berna, delle sottoscrizioni raccolte contro la costruzione di una seconda canna per il tunnel stradale del San Gottardo. Il numero è ben superiore alla soglia minima delle 50'000 firme richiesta per la riuscita del referendum. E a lanciarlo è stata l'Associazione "No al raddoppio del San Gottardo" di cui Pult è copresidente.
I referendisti hanno depositato le firme martedì mattina
Un risultato che il granconsigliere grigionese riconduce anzitutto all'argomento principale sostenuto dei referendisti: la coerenza rispetto alla volontà espressa dal popolo, nel 1994, di trasferire su rotaia la maggior parte del trasporto delle merci, contenendo in tal modo l’impatto ambientale nelle Alpi determinato dal traffico stradale "
È chiaro, un raddoppio delle capacità stradali determinerebbe anche un raddoppio della circolazione e dell'inquinamento. Noi siamo contro tale politica e vogliamo invece far sì che venga valorizzato quel grandissimo investimento che abbiamo fatto con Alptransit”, afferma Pult sottolineando l’apertura nel 2016 del tunnel di base del San Gottardo
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"Sicurezza: perchè aspettare vent'anni?"
Un argomento dei favorevoli al raddoppio della galleria stradale è però, osserviamo, quello della sicurezza: un elemento cruciale, evidenziato anche dall'incidente avvenuto proprio ieri, lunedì. Ma è una tesi che Pult respinge con decisione. “Per via del fatto che due canne attirano ancora più traffico, ci sarebbero sul lungo termine ancora più incidenti sul tragitto del San Gottardo. Se poi si vuole valorizzare la questione della sicurezza, sarebbe allora il caso di discutere su misure che possiamo intraprendere subito, anziché dover aspettare 20 anni fino alla costruzione di una seconda canna”, replica il presidente del PS retico, citando, ad esempio, la possibilità di introdurre già oggi guardrail abbassabili in galleria, come pure un limite di velocità all’interno di 60 chilometri all’ora.
"Non c'è un rischio di isolamento per il Ticino"
Che dire però degli scenari che prefigurano il rischio di un isolamento per il Ticino? “Durante la raccolta delle firme ho verificato che nel cantone predominano due temi", risponde Pult. "Ci sono in effetti i timori di un possibile isolamento, ma è anche sentitissima - in particolare nel Sottoceneri – la questione dell’inquinamento stradale. Ebbene, dal Ticino è arrivato il 10% di tutte le firme raccolte. Ciò mostra che nel cantone le nostre posizioni sono molto condivise”. Per Pult, l’argomentazione di un isolamento rappresenta quindi uno spauracchio esagerato. “Anche nel peggiore dei casi non si verificherebbe. L’anno prossimo verrà aperto il tunnel Alptransit di base del San Gottardo, ossia il collegamento più veloce e più moderno che il Ticino abbia storicamente mai avuto con la Svizzera interna. Pult sostiene quindi che il sistema delle navette rappresenterebbe poi una soluzione funzionale, per poter continuare a raggiungere il Ticino anche in auto durante la fase di risanamento della galleria autostradale.
L'entrata in funzione del tunnel di base del San Gottardo è prevista per il 2016
Sarà ora il popolo a pronunciarsi. Ma in che misura Jon Pult si sente fiducioso circa la possibilità di andare alle urne già a metà dell'anno? “
Siamo in generale molto fiduciosi su questa votazione. Se poi il Governo deciderà di fissare la data già per il 14 giugno, noi saremo pronti. Ma saremo tali anche se opterà per una votazione nel febbraio del 2016. Non sta a noi decidere la data, ma grazie a noi gli svizzeri potranno pronunciarsi su questo
importante tema”.
Alex Ricordi






