A poco più di un mese dalla votazione cantonale del 14 giugno, si compatta il fronte del “no” all’iniziativa sulle cure dentarie. Oggi è stato presentato il comitato contrario, che boccia la proposta di un’assicurazione obbligatoria definendola “inefficace e ingannevole”. Contro la proposta si sono schierati diversi partiti e associazioni: sul fronte politico si contano Il Centro, Lega dei Ticinesi, UDC, PLR, affiancati dall’Associazione Industrie Ticinesi (AITI) e da associazioni di dentisti e igienisti dentali.
Attualmente, salvo eccezioni, le cure dentarie si pagano di tasca propria. Secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2023 quasi il 5% degli svizzeri vi ha rinunciato per questioni economiche. L’iniziativa chiede un’assicurazione obbligatoria per le cure di base, finanziata da lavoratori, datori di lavoro e Cantone, accompagnata da misure di prevenzione.
Secondo i contrari, però, il sistema proposto non porterebbe benefici concreti. Per il granconsigliere del Centro Maurizio Agustoni, l’assicurazione obbligatoria escluderebbe le prestazioni più costose: “introdurre anche nella medicina dentaria il sistema delle casse malati è qualcosa di costoso e sproporzionato”. Agustoni ricorda inoltre che oggi chi è in difficoltà riceve già sostegni economici mirati e che le spese dentarie restano uno dei pochi ambiti sanitari rimasti sotto controllo.
Il modello preoccupa anche il fronte economico. La presidente dell’AITI Nicoletta Casanova parla di costi “fino a 150 milioni di franchi all’anno” a carico di imprese, lavoratori e collettività. Queste risorse, a suo avviso, servirebbero piuttosto per “rendere più attrattivo e competitivo il territorio”.
Dal canto loro, gli odontoiatri ticinesi ritengono che misure di prevenzione mirate come ad esempio il servizio dentario scolastico, hanno contribuito a una drastica diminuzione delle carie nei bambini. Secondo Plinio Rondi, presidente della sezione ticinese della Società svizzera odontoiatri, l’iniziativa rischia di trascurare la prevenzione: “il sistema funziona proprio perché da 70 anni si punta sulla prevenzione. Spostare l’attenzione solo sulle cure porterebbe a un aumento dei costi e a un peggioramento della salute orale”.
Le ragioni dei promotori dell’iniziativa saranno illustrate giovedì prossimo, con la presentazione del comitato favorevole.










