Ambiente

Ci fu l’oro, l’incenso, e... La mirra. Ma cos’è di preciso?

Nel giorno in cui la tradizione cristiana ricorda l’arrivo dei Re Magi al cospetto di Gesù, scopriamo il meno conosciuto dei tre doni

  • 6 gennaio, 10:49
La mirra (a destra) con oro e incenso

La mirra (a destra) con oro e incenso

  • IMAGO/Design Pics
Di: Red. giardino di Albert/Christian Bernasconi 

Nel giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, secondo la tradizione cristiana i Re Magi portarono a Gesù tre doni: oro, incenso e mirra. I primi due sono probabilmente più familiari, in particolare l’oro, il prezioso elemento a cui recentemente il Giardino di Albert ha dedicato un’intera puntata.

La mirra al contrario è probabilmente quella meno nota. Che cos’è di preciso? E perché era considerata tanto preziosa da portarla in dono a Gesù?

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Re Magi in arrivo

Il Quotidiano 05.01.2026, 19:00

La mirra è una resina vegetale, caratterizzata da un sapore piuttosto amaro e da una colorazione che può variare dal giallo al bruno-rossastro, ed è utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali e simboliche.

È prodotta da alcune piante che appartengono al genere Commiphora: Si tratta di alberi distribuiti soprattutto in Africa orientale e nella penisola arabica, e appartengono alla stessa famiglia dell’incenso, le Burseraceae. La specie più utilizzata (ma non l’unica) per la produzione di mirra è la Commiphora myrrha, un albero spinoso che può raggiungere i 4 metri di altezza.

Quando la corteccia di queste piante si rompe per cause naturali o perché incisa, produce la resina, una risposta della pianta per evitare infezioni e malattie. La resina cola all’esterno e – esposta all’aria – si solidifica in granuli e può quindi essere raccolta.

La mirra ha una colorazione che varia dal giallo al marrone

La mirra ha una colorazione che varia dal giallo al marrone

  • IMAGO/blickwinkel

Anticamente, la mirra era un bene raro e costoso: era così ricercata che lungo le rotte carovaniere dell’Arabia e del Corno d’Africa si sviluppò un vero e proprio “business delle resine”, insieme all’incenso. Era considerata un bene di lusso, al pari delle spezie, mentre oggi ha perso gran parte del suo valore commerciale.

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La Mirra

Calendario dell'avvento 23.12.2022, 08:00

  • Keystone

Era principalmente utilizzata come profumo, come ingrediente per unguenti e per la preparazione di oli sacri. I Romani la usavano anche per aromatizzare il vino. Ma la mirra era impiegata pure in ambito medico per disinfettare le ferite, alleviare dolori di vario tipo e trattare problemi digestivi. Senza dimenticare che in Egitto era un elemento fondamentale nelle pratiche di imbalsamazione, grazie alle sue proprietà conservati e antibatteriche. Oggi la si usa ancora, anche se in minor misura rispetto al passato: la si trova in diversi cosmetici, profumi, eccetera e trova delle applicazioni anche in fitoterapia e aromaterapia.

La mirra è quindi una sostanza antica ma non superata: un elemento naturale molto apprezzato, capace di legare natura, storia e cultura attraverso i secoli.

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