Ambiente

Il nocciolo: sentinella del clima e delle allergie

Il nocciolo è un arbusto diffuso nel nostro Paese. Un tempo prezioso alleato per superare le carestie, oggi è diventato un importante indicatore dei mutamenti climatici e delle allergie

  • Un'ora fa
immagine
13:41

Natura Ora, la fioritura del nocciolo

Prima Ora 20.02.2026, 18:00

  • IMAGO / Zoonar
Di: Red. il giardino di Albert/Davide Conconi e Matteo Martelli  

Il nocciolo è un bell’arbusto armonioso, ma che per quasi tutto il tempo passa inosservato. È proprio solo in questo periodo, quando l’inverno sembra spegnere ogni colore nella natura che il nocciolo (Corylus avellana L.) emerge come un messaggero inaspettato della primavera imminente con la fioritura dorata dei suoi amenti maschili di un bel giallo paglierino. Questo arbusto, diffuso in tutto il Ticino, dal fondovalle fino a 1700 metri di altitudine, si distingue, infatti, per la sua capacità di fiorire in pieno inverno, anticipando la comparsa delle foglie con le sue infiorescenze maschili, cilindriche e pendule e i piccoli fiori femminili, simili a una gemma sormontata da un pennacchio rosso. La sua presenza è discreta ma comune nei boschi, nelle bordure dei campi e nelle siepi, a patto che il terreno sia fresco e profondo. Un certo carattere pioniere lo rende una delle prime piante a colonizzare nuovi terreni.

Fiore femminile (fortemente ingrandito) di nocciolo

Fiore femminile (fortemente ingrandito) di nocciolo

  • IMAGO / Gottfried Czepluch

Un esempio di impollinazione anemofila

Il nocciolo adotta la strategia riproduttiva anemofila, affidandosi cioè al vento piuttosto che agli insetti per la dispersione del polline. D’altra parte, “scegliendo” di fiorire precocemente, in un periodo ancora freddo, il nocciolo deve fare i conti con un’atmosfera povera di insetti volanti in grado di trasportare il suo polline. Inoltre, la pianta ha sviluppato un meccanismo per evitare l’autoimpollinazione: i fiori maschili e quelli femminili fioriscono in momenti diversi sulla stessa pianta. I fiori femminili, in particolare, richiedono almeno 12 giorni di temperature inferiori ai 5 gradi Celsius per sbocciare, dimostrando una notevole resistenza al freddo. Questa fioritura precoce in assenza di foglie garantisce che il polline del nocciolo sia praticamente l’unico in circolazione, massimizzando le probabilità di impollinare altre piante della stessa specie.

Le api approfittano dell'abbondante polline di nocciolo...destinato al vento

Le api approfittano dell'abbondante polline di nocciolo...destinato al vento

  • IMAGO / Depositphotos

Il nocciolo è un prezioso indicatore per l’apicoltura

Anche se il nocciolo ha scelto il vento per trasportare il proprio polline, le api hanno imparato a raccoglierlo, trasportarlo nell’alveare e sfruttarlo per allevare le proprie larve. Si tratta della prima, significativa, fonte di proteine fresche della nuova stagione. L’arrivo del polline di nocciolo nella colonia di api stimola la deposizione di uova da parte della regina. Le api operaie di fronte all’estendersi della covata, si devono adoperare per mantenere 36°C nei pressi delle larve in sviluppo, con qualsiasi temperatura vigente all’esterno. Questa necessità provoca un repentino abbassamento delle riserve di miele. Per questa ragione, apicoltrici e apicoltori, dal momento della fioritura del nocciolo, devono attentamente sorvegliare l’andamento delle scorte nelle colonie di api e, se necessario, fornire dell’alimentazione di supporto. Ignorare il segnale fornito dal nocciolo, potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza delle famiglie di api.

Osservare il nocciolo: un esempio di scienza partecipativa per studenti

Il nocciolo è diventato un prezioso indicatore per comprendere l’evoluzione del clima e i suoi effetti, anche sulle allergie. Attraverso il progetto PhaenoNet, una piattaforma svizzera di scienza partecipativa, giovani studenti (come quelli della Scuola Media di Locarno 1 che vediamo nel filmato collegato all’articolo) si trasformano in piccoli scienziati, osservando e registrando le fioriture delle piante. Alessio Carmine, responsabile di PhaenoNet per la Svizzera italiana e docente in didattica delle scienze naturali alla SUPSI/DFA, ci spiega che la fenologia è la scienza che studia i cambiamenti temporali negli organismi vegetali (e animali ectotermi, cioè incapaci di regolare la propria temperatura in modo indipendente da quella ambientale), come la fioritura, la maturazione dei frutti e la comparsa delle foglie.

42d3e516fcd185da249089a2cd5cd303_la1_1771609255211.jpg
  • RSI-Prima Ora

Il progetto PhaenoNet offre agli studenti l’opportunità di avvicinarsi al ciclo vitale delle piante, sviluppando capacità di osservazione e raccolta dati in un contesto di “scuola all’aperto”. I dati raccolti dagli studenti, in parallelo con altri enti di ricerca, contribuiscono a una base di informazioni fondamentale per gli studi di fenologia vegetale.

Cambiamenti climatici e fioriture precocissime

I dati raccolti da PhaenoNet e da MeteoSvizzera evidenziano una tendenza chiara: la fioritura del nocciolo è sempre più precoce a causa dei cambiamenti climatici. Già nella seconda metà di dicembre, i primi noccioli iniziano a fiorire, un fenomeno legato all’aumento delle temperature.

L'indice di primavera indica l’inizio dello sviluppo della vegetazione in primavera rispetto alla media pluriennale 1991-2020. Riassume le fasi fenologiche, dalla fioritura del nocciolo allo spiegamento delle foglie del faggio

L'indice di primavera indica l’inizio dello sviluppo della vegetazione in primavera rispetto alla media pluriennale 1991-2020. Riassume le fasi fenologiche, dalla fioritura del nocciolo allo spiegamento delle foglie del faggio

  • MeteoSvizzera

MeteoSvizzera, con le sue 160 stazioni di osservazione fenologica in tutto il Paese, conferma questa tendenza attraverso l’indice di primavera. Stefano Zanini, meteorologo, ci spiega che questo indice, basato sulla data di fioritura di otto piante primaverili osservate in 80 località svizzere, mostra un anticipo di circa dieci giorni negli ultimi 50 anni, rispetto agli anni ‘70 e primi anni ‘80.

Implicazioni per le allergie e il monitoraggio moderno

Il prolungamento della stagione vegetativa di piante come il nocciolo ha conseguenze dirette e negative per chi soffre di allergie. MeteoSvizzera è ora in grado di prevedere la diffusione dei pollini basandosi su dati meteorologici e sulla distribuzione vegetale. Inoltre, il monitoraggio dei pollini ha subito un’evoluzione significativa: dalla misurazione manuale si è passati a un sistema basato sull’intelligenza artificiale, presente in 16 località in Svizzera, inclusa Locarno Monti.

Stami di nocciolo con granuli di polline (al microscopio ottico)

Stami di nocciolo con granuli di polline (al microscopio ottico)

  • IMAGO / blickwinkel

Poiché i granelli di polline di ogni specie hanno una forma caratteristica (ad esempio, il polline di nocciolo è diverso da quello di quercia o betulla), il sistema è in grado di riconoscere autonomamente la forma e stabilire in tempo reale la specie vegetale di provenienza.

nocciole in formazione

nocciole in formazione

  • IMAGO / Pond5 Images

Un tempo il nocciolo, con i suoi frutti energetici, ci proteggeva dai periodi di carestia più intensi. E ancora oggi sostiene un grande interesse commerciale e alimentare, basti pensare che la sua coltivazione è in piena espansione per esempio nella vicina Italia, passando negli ultimi dieci anni da 71’000 a oltre 88’000 ettari dedicati. Ma, come abbiamo visto, è soprattutto osservandolo che questo discreto arbusto si sta rivelando anche un prezioso strumento scientifico, fondamentale per monitorare le minacce generate da un clima in costante cambiamento.

audio_1x1-giardino_di_albert.png

La scienza e la natura ti affascinano?

Il Giardino di Albert soddisfa la tua voglia di capire

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare