Scarse precipitazioni e freddo intenso: le condizioni in Alta Engadina sono state ideali per la formazione del ghiaccio nero sui laghi. Un fenomeno che ha attirato molte persone che a piedi o sui pattini si sono avventurate sulla superficie ghiacciata, richiamate dal fascino del canto del ghiaccio, causato dalla sua espansione e contrazione dovuta ai cambi di temperatura, e dalla possibilità di vedere il fondo del lago attraverso il ghiaccio. Un’attività che viene fatta a proprio rischio e pericolo.
Ogni anno infatti c’è chi sprofonda nelle acque gelide, a volte con conseguenze fatali. Questo inverno due persone sono cadute nel lago di St. Moritz e sono state tratte in salvo.
L’accesso ai laghi ghiacciati non è mai ufficialmente aperto dai Comuni, ma allo stesso tempo non è vietato. È una situazione simile allo sci fuoripista: sulle piste segnate la responsabilità è del comprensorio, al di fuori dello sciatore stesso.
Sul lago di Sils a proprio rischio (Telesguard, RTR, 07.01.2026)
Per aiutare i Comuni di Celerina, St. Moritz, Silvaplana, Sils e Maloja a gestire la questione della sicurezza, da 25 anni esiste la Commissione dei laghi dell’Alta Engadina. Il presidente, Cristiano Luminati, sostiene che vietare l’accesso sarebbe impossibile, ma le autorità mettono a disposizione attrezzature di soccorso e informazioni sui pericoli lungo le sponde.
I consigli sul ghiaccio nero
- Non avventurarsi mai soli sulla superficie ghiacciata.
- Evitare i punti di rottura e le zone lattiginose, nonché i punti di afflusso e di deflusso.
- Verificare lo spessore del ghiaccio in base alle crepe o effettuando dei fori di prova.
- Entrare sui laghi solo in condizioni di buona visibilità.
I Comuni si assumono la responsabilità solo nel caso in cui preparino una pista di fondo o di patinaggio, o in caso di eventi come il White Turf a St. Moritz, le corse ippiche sul lago ghiacciato.
Per Luminati è la soluzione più sensata: se un Comune dovesse autorizzare l’accesso al lago, sarebbe responsabile in caso di incidente, con il rischio di un divieto generalizzato. In questo modo è possibile godersi lo spettacolo del ghiaccio nero, facendo però prova di prudenza e buon senso.
Cosa fare se il ghiaccio si rompe
- Allargare le braccia e cercare di risalire sulla superficie ghiacciata, tornando nella direzione da cui si è arrivati.
- Se il ghiaccio continua a cedere, romperlo con i gomiti fino a raggiungere un punto solido.
- Una volta tornati sul ghiaccio, allontanarsi dal punto in cui si è caduti continuando a strisciare sulla pancia.
- Chi vuole aiutare deve avvicinarsi con cautela alla persona caduta, stando attento a non cadere a sua volta, e provare a passare bastoni da sci, salvagenti o una corda (in alcuni punti sulla riva ci sono postazioni con materiale di salvataggio).
- Eventuali testimoni dovrebbero chiamare subito i soccorsi al 117.







