La decisione della Corte Suprema statunitense che invalida i dazi voluti dal presidente Donald Trump, oltre a aumentare l’incertezza sul tema, ha aperto anche alla possibilità da parte delle aziende di chiedere un risarcimento. Una possibilità di cui diverse imprese svizzere hanno già deciso di approfittare, mentre altre stanno ancora riflettendo.
Tra chi ha già avviato la procedura per il recupero c’è anche Felco, azienda specializzata in attrezzi da giardinaggio che ha una filiale anche negli Stati Uniti e per la quale il mercato americano rappresenta circa un quarto delle vendite. Nabil Francis, direttore generale, afferma ai microfoni di RTS che il rimborso sarebbe dell’ordine di milioni di franchi.
L’intervista a Nabil Francis (Forum, RTS, 24.02.2026)
Il rimborso dei dazi già pagati prenderà però tempo. “Quando siamo passati da una tariffa del 39% al 15%, avevamo ricevuto l’informazione che sarebbe stata applicata retroattivamente. Abbiamo quindi richiesto dei rimborsi per quegli importi” spiega Francis, che sottolinea come l’amministrazione doganale sia attualmente già sommersa di lavoro per le precedenti richieste, sulle quali non ha ancora avuto riscontri.
La richiesta ora sarà di un rimborso retroattivo dall’aprile 2025, ma il direttore non si fa illusioni su una soluzione in tempi brevi: “Penso che sarà una maratona, più che uno sprint”.
Non è certamente d’aiuto l’incertezza che regna sul tema, con l’entrata in vigore martedì dei nuovi dazi globali del 10%, che potrebbero essere portati al 15%. Un’incertezza che frena i nuovi ordini presso le aziende svizzere, in attesa di capire se le condizioni saranno migliori in futuro.
Il peso del franco forte
Nabil Francis ha però un’altra preoccupazione: “Quello che inquieta noi dirigenti d’azienda, e ancor più alla guida di PMI esportatrici, è l’apprezzamento continuo del franco”. Ritiene infatti che il franco forte “eroda i margini e ponga una vera questione sul futuro dell’industria esportatrice in Svizzera”.
Secondo il direttore, un intervento della Banca nazionale svizzera sul mercato dei cambi sarebbe più utile di un accordo negoziato tra Svizzera e Stati Uniti sui dazi doganali.
“Non ho la pretesa di avere tutte le soluzioni, ma è necessario aprire un dibattito. Bisogna rendersi conto che la politica dello struzzo, oggi, non funziona più. Il contesto è cambiato. Non saranno le ricette del passato a garantirci la prosperità in futuro”, conclude.
Radiogiornale del 24.02.2026 - Entrano in vigore i nuovi dazi USA: il servizio di Chiara Savi
RSI Info 24.02.2026, 12:10
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