Approfondimento

I salari nel settore elettrico fanno discutere

Un’iniziativa parlamentare che chiede di limitare gli stipendi dei manager dei fornitori di energia in mani pubbliche a quello di un consigliere federale incassa un primo sostegno

  • Un'ora fa
I sostenitori ritengono che, in un settore in buona parte sotto controllo statale, il rischio imprenditoriale sia assunto dalla collettività

I sostenitori ritengono che, in un settore in buona parte sotto controllo statale, il rischio imprenditoriale sia assunto dalla collettività

  • Keystone
Di: Manuel Ranirez (SRF)/sf 

Il salario massimo di un membro della direzione o del consiglio d’amministrazione di fornitori di elettricità e di gestori di rete con partecipazione maggioritaria pubblica non dovrebbe superare il reddito lordo di un consigliere federale. È quanto chiede un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale UDC solettese Rémy Wyssmann, che è stata approvata dalla competente commissione del Consiglio nazionale con 17 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astenuti grazie a un’alleanza tra sinistra e UDC.

Nel testo si afferma che, mentre i prezzi dell’elettricità per la popolazione e l’economia aumentano, crescono anche le retribuzioni dei dirigenti di fornitori pubblici di energia, citando come esempio Axpo e BKW.

Il direttore generale di Axpo ha visto aumentare il suo stipendio da 1,1 a 1,8 milioni di franchi, nonostante l’azienda abbia avuto bisogno di un piano di salvataggio statale da miliardi nell’autunno 2022. Alla BKW lo stipendio del CEO ha già superato la soglia dei 2 milioni di franchi nel 2022.

La discussione sugli stipendi nel settore elettrico (Tagesschau, SRF, 24.02.2026)

La commissione sottolinea nella sua motivazione che numerose aziende del settore elettrico sono sotto controllo statale. Di conseguenza, la collettività si assume il rischio imprenditoriale e la commissione considera quindi inadeguate le retribuzioni versate. L’argomentazione secondo cui ci si orienterebbe ai salari di gruppi industriali comparabili non reggerebbe, poiché il mercato elettrico è in larga misura regolato e monopolizzato dallo Stato.

Ad opporsi alla proposta è stato in particolare il PLR, con il consigliere nazionale bernese Christian Wasserfallen che pone la questione della competenza della Confederazione di intervenire nei salari di aziende che non le appartengono, ma sono controllate da Cantoni e enti pubblici.

Lo scorso anno i Cantoni hanno già introdotto un limite massimo di retribuzione per il CEO di Axpo di 1,37 milioni di franchi, che resta comunque quasi tre volte il reddito di un consigliere federale (478’166 franchi all’anno).

Dopo il primo appoggio, l’iniziativa parlamentare dovrà ora passare alla commissione competente del Consiglio degli Stati e per un eventuale tetto nazionale dei salari dei manager nel settore elettrico ci vorrà ancora parecchio tempo.

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Energia non basterà, dicono aziende elettriche

SEIDISERA 12.01.2026, 18:00

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