Intervista

Una nuova speranza contro il cancro al seno?

Un vaccino terapeutico a mRNA contro una delle forme più aggressive di tumore al seno dà risultati incoraggianti, ma un esperto avverte che è solo un primo passo

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Il tumore al seno triplo negativo è particolarmente difficile da curare

Il tumore al seno triplo negativo è particolarmente difficile da curare

  • Keystone
Di: Mehmet Gultas (RTS)/sf 

Il tumore al seno triplo negativo è una delle forme più aggressive e difficili da curare a causa della mancanza di alcune proteine, che rende impossibile usare terapie ormonali o a base di anticorpi. Le pazienti devono quindi affidarsi a chemioterapia, chirurgia e radioterapia, con meno possibilità di terapie personalizzate. È inoltre una forma di tumore a crescita rapida, con maggiore tendenza a metastatizzare e con un rischio di recidiva più elevato.

Un nuovo vaccino antitumorale, basato sulla tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA) che è stata usata contro il Covid-19, apre però uno spiraglio di speranza. L’azienda BioNTech ha testato una terapia personalizzata su 14 donne, identificando le mutazioni specifiche di ogni tumore che producono proteine mutate e creando un vaccino che “insegna” al sistema immunitario a riconoscere e distruggere selettivamente le cellule tumorali.

Un approccio che, secondo un articolo pubblicato su Nature, ha dato risultati incoraggianti, con 11 pazienti che non hanno presentato una recidiva fino a sei anni dopo la terapia, mentre i tre casi di recidiva hanno fornito informazioni su come i tumori possano eludere il sistema immunitario.

Nicolas Mach, medico capo del Centro dei tumori degli Ospedali universitari di Ginevra (HUG), ai microfoni di RTS sottolinea che questi risultati sono una buona notizia, ma vanno interpretati con prudenza.

L’intervista a Nicolas Mach (Forum, RTS, 24.02.2026)

Le pazienti incluse nello studio non avevano più una malattia attiva: erano state operate, poi sottoposte a chemioterapia e radioterapia, e non avevano presentato ricadute nell’anno successivo. “I ricercatori si sono posti in una situazione piuttosto favorevole” sottolinea il medico.

Mach parla di una “corsa” allo sviluppo di nuovi trattamenti contro i tumori, con strategie diverse a seconda dei laboratori.

“Non giochiamo allo stesso livello”, spiega il medico. Secondo lui, aziende come BioNTech o Moderna cercano di dimostrare l’efficacia dei loro prodotti in combinazione con altri trattamenti in situazioni relativamente poco avanzate. Al contrario, il suo team privilegia la progettazione di un vaccino che possa essere utilizzato da solo in pazienti con malattia in fase avanzata. “In seguito potremo provare a combinarlo”, aggiunge.

Il problema della ricerca, aggiunge, non è una mancanza di fondi. “Se fosse solo una questione finanziaria, penso che avremmo trovato la risposta già da tempo” afferma. La sfida è soprattutto scientifica: comprendere meglio i meccanismi del cancro, capire perché alcuni tumori sfuggono ai trattamenti attuali e perché alcuni pazienti riescono a riattivare il loro sistema immunitario mentre altri non ci riescono.

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90 anni contro il cancro

Il Quotidiano 04.02.2026, 19:00

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