Oltre 24 milioni di franchi di beni svizzeri a duplice impiego o materiali militari specifici sono stati esportati in Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, come rivelano i permessi di esportazione consultati dalla cellula dâinchiesta RTS.
Lâaumento dellâattività è particolarmente marcato dal primo trimestre del 2024, con quasi 6 milioni di franchi di beni con potenziale impiego militare esportati in Israele, contro i 238â000 franchi degli ultimi tre mesi del 2023.
Questo livello elevato di esportazioni di beni âsensibiliâ verso Israele è conforme al quadro normativo, secondo la Segreteria di Stato dellâeconomia (SECO), che rilascia le autorizzazioni allâesportazione. Ma questa interpretazione della legge è oggetto di dibattito. E il contesto solleva interrogativi.
Nel novembre 2024, la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto contro le principali figure del Governo israeliano mentre, pochi mesi prima, nellâaprile 2024, una risoluzione del Consiglio dei diritti umani dellâONU chiedeva un embargo sulle armi destinate a Israele e una maggiore vigilanza sui beni a duplice uso.
Esportazioni legali?
La legge sui beni utilizzabili a fini civili e militari stabilisce che unâesportazione può essere rifiutata se il Paese importatore è soggetto a sanzioni, a un embargo internazionale o se esistono legami comprovati con la criminalitĂ organizzata o il terrorismo, cosa che non è il caso in questa fattispecie.
âNel caso di Israele, le domande di esportazione vengono respinte anche se esistono motivi per ritenere che le merci esportate dalla Svizzera possano essere utilizzate in conflitti in corso o da Israele in relazione allâoccupazione illegale dei territori palestinesi. Non era il caso delle richieste approvateâ, assicura la SECO, che rilascia i permessi di esportazione.
Evelyne Schmid, professoressa di diritto internazionale pubblico allâUniversitĂ di Losanna, non è dello stesso avviso: âBisogna tenere conto anche del contesto generale. Queste attivitĂ permettono a Israele di mantenere una situazione chiaramente contraria al diritto internazionale pubblico? Se la risposta è sĂŹ, allora queste esportazioni sono estremamente problematiche. E a mio avviso è cosĂŹâ.
Unâorganizzazione non governativa composta in particolare da giuristi, la Lega svizzera per i diritti umani, ha anchâessa ottenuto i permessi dâesportazione consultati dalla RTS e sta valutando di avviare azioni legali contro alcune delle aziende coinvolte.
Componenti destinati a societĂ dâarmamento
Nel lotto dei beni svizzeri esportati tra il 2024 e il 2025 figurano componenti destinati alla societĂ dâarmamento Elbit, al Ministero israeliano della Difesa (tramite una sua filiale in Germania) o a unâazienda nota per la produzione di fosforo bianco destinato alle forze armate. Sono coinvolte una ventina di imprese.
Queste informazioni provengono dai permessi di esportazione per il periodo 2019-2025, resi pubblici grazie alla legge sulla trasparenza nellâamministrazione, a seguito di una richiesta formulata dalla RTS e da altri due media che hanno collaborato allâinchiesta: la Wochenzeitung e il collettivo investigativo WAV.
Beni con possibile impiego militare sotto la lente (La Matinale, RTS, 05.03.2026)
Macchine utensili molto richieste
I produttori di macchine utensili di precisione detengono una quota importante del mercato. Con sede nei Grigioni, la Trumpf Schweiz AG ha esportato diverse macchine per il taglio laser in Israele, tra cui tre modelli (per un valore di oltre 1,3 milioni di franchi) destinati al Ministero israeliano della Difesa. Si tratta di vendite realizzate con il supporto di una filiale svizzera dellâazienda con sede a Ditzingen, in Germania.
Il taglio laser consente la lavorazione di componenti metallici destinati, per esempio, a veicoli blindati. I componenti lavorati âservono a migliorare la sicurezza delle persone, ad esempio rinforzando la struttura dei veicoli. Sono esclusivamente destinati a soluzioni difensive, conformemente agli statuti della nostra aziendaâ, afferma Kira Unger, portavoce dellâimpresa.
Esportazioni che rispettano âtutte le disposizioni legali vigentiâ
Un altro grande nome del settore è StarragTornos. Attraverso il suo sito di produzione di Vuadens, nel canton Friburgo, lâazienda ha esportato due centri di lavorazione ad alta precisione (per un valore di 1,4 milioni di franchi) a societĂ israeliane attive nel settore della difesa. Una di queste è Ricor, che sviluppa miniâraffreddatori utilizzati in particolare nei sensori a infrarossi installati su droni, missili o sistemi di allerta antimissile. Ricor è inoltre proprietaria della societĂ Netzer Precision Position Sensors, che produce sensori di posizione destinati tra lâaltro allâesercito israeliano, per i carri Merkava e i veicoli blindati Namer ed Eitan.
StarragTornos ritiene di essere nel pieno della legalitĂ , affermando che le esportazioni rispettano âtutte le disposizioni legali in vigore e le decisioni della Segreteria di Stato dellâeconomiaâ. Interrogata sullâuso finale dei beni, lâazienda afferma di aver ottenuto dagli importatori israeliani tutte le prove richieste, ma ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli.
StarragTornos non è lâunica societĂ svizzera ad avere relazioni commerciali con Ricor. Con sede a Mendrisio, in Ticino, e specializzata nella fabbricazione di apparecchiature elettroniche avanzate, Metallux ha ottenuto un permesso di esportazione nellâaprile 2024 per vendere 500 circuiti ibridi alla stessa azienda israeliana. Due mesi piĂš tardi, un altro permesso ha autorizzato lâesportazione di ulteriori circuiti ibridi destinati alla societĂ israeliana SEMI-CONDUCTOR DEVICES, controllata dalle aziende dâarmamento israeliane Rafael ed Elbit. Metallux non ha risposto alle richieste della RTS.
Vernici a uso militareâŚ
Unâaltra azienda il cui nome compare regolarmente nei permessi di esportazione analizzati è Mipa Coatings Schweiz AG, attiva nel settore delle vernici e dei rivestimenti. Con sede a Islikon, nel Canton Turgovia, lâimpresa ha esportato vernici a uso militare a diverse societĂ israeliane attive nel settore della difesa.
Tra queste figurano tre aziende che producono radar militari e sistemi di ventilazione per veicoli blindati, oltre a uno dei principali clienti del Ministero israeliano della Difesa: la societĂ dâarmamento Elbit.
Lâazienda afferma di rispettare le norme legali e si limita a precisare che le vernici e i rivestimenti sono âdestinati al trattamento di superfici e oggetti metalliciâ, senza ulteriori dettagli.
⌠o sistemi di tubature
Produttrice di sistemi di tubature per il trasporto di acqua, prodotti chimici e gas, lâazienda Georg Fischer, con sede a Sciaffusa, ha esportato diverse valvole per regolare il flusso dei fluidi, in particolare verso la raffineria israeliana di Ashdod, che annovera tra i suoi clienti societĂ legate al Ministero israeliano della Difesa, secondo un rapporto dellâONG olandese SOMO. Un altro cliente israeliano di Georg Fischer è Israel Chemical, che diverse ONG accusano di produrre fosforo bianco a uso militare, destinato in particolare a munizioni incendiarie. Pur essendo legale, lâuso di questo agente chimico è altamente controverso.
Secondo un rapporto di Human Rights Watch, è stato utilizzato dallâesercito israeliano a Gaza e in Libano nel 2023. Interpellata dalla RTS, Georg Fischer sostiene di essere tenuta a rispettare eventuali sanzioni o restrizioni commerciali imposte dalle autoritĂ , che in questo caso non si applicano. âSe la SECO rilascia le licenze, consideriamo che tutto sia in regolaâ, afferma la societĂ .
VolontĂ di mantenere i documenti segreti
Otto aziende si sono opposte alla comunicazione totale o parziale delle informazioni che le riguardano nei permessi di esportazione consultati dalla RTS grazie alla legge sulla trasparenza. Hanno motivato la loro richiesta affermando di temere un danno reputazionale o la violazione del segreto commerciale. Una di esse ha persino chiesto che lâaccesso ai documenti fosse rinviato âfino alla conclusione di un accordo di pace riconosciuto a livello internazionale che ponga fine al conflitto israeloâpalestinese e israeloâiranianoâ.
Il delegato alla protezione dei dati è stato interpellato e si è pronunciato a favore della pubblicazione dei documenti, ritenendo che ciò sia giustificato da un interesse pubblico preponderante.

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Controcorrente 12.06.2025, 11:47
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