Spesso completamente prenotate, eppure vuote? Le capanne sulle montagne svizzere si trovano a fare i conti con un fenomeno sempre più diffuso. È chiaro che il maltempo possa comportare qualche disdetta. Ma quando gli escursionisti prenotano contemporaneamente più capanne “per sicurezza”, la situazione diventa problematica per i guardiani.
“Registriamo un numero molto elevato di persone che non si presentano senza aver annullato la prenotazione” spiega Remo Schläpfer, responsabile della comunicazione del Club alpino svizzero (CAS).
Record di pernottamenti nel 2025
L’aumento delle assenze senza disdetta mette in difficoltà i guardiani delle capanne. Per questo il CAS sta riflettendo a un inasprimento delle regole, con l’introduzione di una tassa di prenotazione. È inoltre prevista una campagna di sensibilizzazione, insieme ai club alpini di Germania e Austria, che devono affrontare problemi simili.
Circa il 40% di tutte le prenotazioni in rifugi del CAS viene annullato: più del doppio rispetto agli alberghi tradizionali. Allo stesso tempo, nonostante l’aumento di questo fenomeno, il 2025 è stato un anno positivo per le capanne che con oltre 400’000 pernottamenti hanno fatto segnare un nuovo primato.
Una delle 153 capanne del CAS che sarebbero interessate dalla misura è quella di Glärnisch, nelle Alpi glaronesi, sopra il lago di Klöntal, a poco meno di 2’000 metri di quota.
Il reportage dalla capanna Glärnisch (Tagesschau, SRF, 25.05.2026)
La stagione si è aperta nel fine settimana di Pentecoste, con la speranza del guardiano, Fridli Riegg, che tutti gli ospiti prenotati si sarebbero presentati davvero. Nella scorsa stagione non è sempre stato il caso: “Se abbiamo 90 prenotazioni e ne arrivano solo 70, diventa terribilmente difficile. Cucini per niente”. Troppa merce acquistata, troppi pasti preparati, troppo personale convocato: una vera seccatura.
La capanna Glärnisch non è un caso isolato. Molti rifugi devono fare i conti con lo stesso problema, sottolinea Schläpfer: “Di recente ho sentito di una famiglia che ha prenotato per quattro fine settimana consecutivi, per poi presentarsi solo una volta. Così non va”. Perché succede? “Si vuole tenere aperte tutte le opzioni, magari per scegliere il momento con il tempo migliore”.
Decisione il 13 giugno
Anche la guardiana della capanna Glärnisch, Pia Kunz, si dice favorevole alla tassa di prenotazione proposta: “Quando prenoti, paghi una quota. Se non ti presenti, la perdi: il denaro resta a noi. Se invece vieni, l’importo viene scalato dal conto”.
La decisione spetta ai delegati del CAS, che si riuniranno il 13 giugno e dovranno pronunciarsi sull’introduzione della tassa e stabilire anche l’importo.









