Appuntamento davanti all’Università federale di Manaus. Stivali di gomma e pila frontale. La “caccia” al coccodrillo inizia in città. In questa gigantesca macchia verde di foresta tropicale dentro il centro urbano. Manaus è la porta dell’Amazzonia, ma è anche la finestra su un macro-cosmo straordinario. Lo vedi al porto, dove al tramonto le luci oblique accendono di riflessi e ombre il molo galleggiante, ormeggio sicuro per centinaia di battelli che solcano il Rio Negro e il Rio delle Amazzoni. Miasmi, rumori, olezzi e grida s’intrecciano alle cime di una motonave in partenza per Belem: 7 giorni di navigazione sulla più grande autostrada fluviale del mondo, un autobus delle acque dove invece dei sedili ci sono le amache appese sul primo ponte.
La “Cristo protegido” sta salpando stracarica, il grande fiume è ai suoi livelli massimi, 30 metri. Poi nella stagione estiva scenderà di quasi la metà. In questa città che un tempo fu la Parigi dell’Amazzonia Boris Marioni vive da una dozzina d’anni. È l’amico dei caimani. Li cerca per studiarli, monitorarli e curarli, attraverso un GPS che ne permette la localizzazione. Scendiamo dal sentiero e ci inoltriamo nella foresta con questo biologo ticinese. Ma le nostre prede…si nascondono bene.
Emiliano Bos (Cafè do Brasil del 23/06/2014, La2)
Boris e i caimani del Rio delle Amazzoni
RSI Info 30.06.2014, 15:16




