Dopo mesi il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha rotto il silenzio sulla tragedia di Capodanno (il rogo del bar Constellation), rispondendo mercoledì alle domande rivoltegli dall’emittente vallesana Canal 9. La precedente intervista (a Keystone-ATS) risale al 27 gennaio.
Mesi di silenzio
Dopo la conferenza stampa del 6 gennaio scorso nella quale il sindaco aveva dichiarato: “Tengo a ribadire le mie sincere scuse alle persone che potrei aver offeso“, Féraud ha praticamente rifiutato tutte le interviste. Oggi il rappresentante del PLR ha tuttavia accettato di parlare con l’emittente regionale vallesana, soprattutto per una questione di tempistica.
Assemblea forse a porte chiuse
“Tra qualche giorno (ndr, il 16 giugno), mi rivolgerò direttamente ai miei cittadini, in occasione di un’assemblea”, ha detto. “È infatti importante fare il punto della situazione con trasparenza”. Da qui la decisione di accettare questa seconda intervista. “Sarà un’assemblea particolare. Non vi nascondo che ci saranno momenti di emozione. Si tratterà di spiegare come ha funzionato il Comune dal 1° gennaio e quali sono le prospettive per il futuro”.
Questa assemblea ordinaria prevista a Chermignon-d’en-Bas potrebbe svolgersi a porte chiuse, ovvero senza la presenza di giornalisti. “Posso capire l’esasperazione di alcuni concittadini” che vorrebbero una tale misura, ma “personalmente non credo che sia il modo giusto di procedere. Se questa proposta dovesse arrivare, cercherò di convincere l’assemblea a non ricorrere a una seduta a porte chiuse, pur sapendo che, su questo punto, sarà la democrazia a decidere”.
Nessuna intenzione di dimettersi
Dal 1° gennaio le richieste di dimissioni giunte a Nicolas Féraud sono state diverse, in particolare da parte dei media italiani, “come se le mie dimissioni potessero sistemare qualcosa”, ha detto. “Oggi non mi interessa assolutamente nulla del mio destino. Abbandonare ora sarebbe vigliaccheria, sarebbe una diserzione. Sono stato eletto per gestire gli affari comunali, sia nelle belle che nelle brutte giornate. Eventuali dimissioni, nel corso della legislatura, non sono all’ordine del giorno”.
“A livello di Municipio, siamo uniti come non mai, anche se nulla sarà più come prima”, ha proseguito. “Concretamente, quando si tratta di discutere di questo caso, noi due imputati (ndr: Nicolas Féraud e Patrick Clivaz) lasciamo l’aula. Attualmente, gran parte del nostro lavoro è legato alle conseguenze di questo dramma (sicurezza, rapporti con la giustizia e con le famiglie, in particolare)“.
Interrogatorio di 12 ore
Lo scorso 21 aprile, Nicolas Féraud è stato interrogato, nell’ambito dell’indagine penale, per circa 12 ore. “Sono sollevato di aver potuto finalmente esprimermi davanti alle procuratrici”, ammette. “È stato lungo e non proprio piacevole. Probabilmente sarò nuovamente interrogato”.
Poche ore dopo aver lasciato il campus Energypolis, dove si tengono le audizioni, il sindaco ha preso un caffè con un altro imputato, l’ex responsabile comunale alla sicurezza, chiamato a comparire due giorni dopo di lui. Un incontro che ha suscitato molte reazioni.
“Non ho fatto nulla di illegale”, si difende Nicolas Féraud. “Quel momento era un normale rapporto di amicizia, rispetto e sostegno. Non era davvero una forma di collusione. Se avessimo voluto tramare qualcosa, avremmo avuto quattro mesi per farlo”. “La verità sarà stabilita dalla giustizia. Nel contempo, dobbiamo alle famiglie un impegno risoluto, affinché venga fatto tutto il possibile perché un funzionamento istituzionale esemplare sia d’ora in poi il segno distintivo di Crans-Montana. Me ne assumo l’impegno, a nome del Municipio”.

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