Quando tre anni fa gli indignados scesero in strada in tutta Spagna urlando contro i due principali partiti “no nos representan” (non ci rappresentano), oltre il 70% degli spagnoli era d’accordo con loro.
Gli indignati però di partiti non ne appoggiarono e non ne fondarono nessuno, così i popolari del PP vinsero le elezioni legislative per maggioranza assoluta.
Oggi, l’onda lunga di quell’insoddisfazione popolare potrebbe però iniziare a cambiare gli equilibri politici. Per i sondaggi, i socialisti del Psoe e i conservatori del PP (o il PPSOE, come scrivevano gli indignados) potrebbero perdere assieme oltre 20 punti percentuali rispetto alle europee del 2009.
Lo spazio politico lo occuperebbero i partiti medi, piccoli o le cinque nuove formazioni che partecipano per la prima volta alle elezioni in Spagna: Vox, Podemos, Red, Partido X e Recortes Cero.
La maggior parte di loro usa forme di partecipazione più diretta dei cittadini alla vita politica e di partito (primarie aperte, voti via internet,…) che chiedevano gli indignados.
Una nuova via, per il momento ancora minoritaria, si apre in un paese dove, fino a queste elezioni, c’erano meno partiti che trent’anni fa.
Davide Mattei
TG20 DEL 19.05.2014: Il reportage dalla Spagna di Davide Mattei
RSI New Articles 19.05.2014, 21:24




