Avanza a grandi passi il progetto di partecipazione elvetica all'Esposizione universale 2015 di Milano. Il Consiglio nazionale ha approvato - con 178 voti a 0 e 4 astenuti - il credito di 23,1 milioni di franchi proposto dal Consiglio federale. Il padiglione svizzero metterà l'accento sull'alimentazione e sul consumo.
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Il servizio di Roberto Chiesa
RSI Info 18.09.2012, 14:51
“ConFOODeratio Helvetica”
Il padiglione, intitolato “ConFOODeratio Helvetica” sarà composto di torri in legno alte fino a 12 metri riempite di cibo tipicamente svizzero. I visitatori potranno servirsi, ma saranno resi attenti sul fatto che gli alimenti si esauriscono a poco a poco. Dei 23,1 milioni previsti dal budget, 15 saranno a carico della Confederazione. I restanti 8 dovranno essere finanziati con risorse provenienti dall'economia privata, dai cantoni e dalle città. Ticino, Grigioni, Vallese e Uri e le città di Basilea, Ginevra e Zurigo hanno già assicurato la loro presenza. Anche alcune imprese private si sono dette interessate a partecipare.
Consenso quasi corale
È un'opportunità eccezionale per promuovere la Svizzera in Italia, sia a livello turistico che economico, hanno sottolineato buona parte degli oratori. Poche le critiche al progetto. Se per l'UDC è importante coinvolgere ancora meglio il settore agricolo svizzero, per i Verdi non bisognerà dimenticare la sostenibilità ecologica e il ruolo delle donne.
“La partecipazione può essere d’aiuto per i dossier bilaterali”
“L'esposizione mostrerà chiaramente qual è l'importanza delle donne”, ha replicato il consigliere federale Didier Burkhalter, prima di ricordare l'importanza del dossier per i rapporti bilaterali. “Essere i primi a confermare la propria presenza significa lanciare un segnale positivo a Roma”, ha spiegato il ministro, rilevando come il clima di dialogo fra i due paesi sia nettamente migliorato nelle ultime settimane.
I dubbi di Pierre Rusconi
“Lei sta trattando l'Expo con un governo in scadenza, come lo yogurt”, gli ha fatto notare Pierre Rusconi (UDC/TI) che ha auspicato che sarebbe meglio aspettare sei mesi per ridiscutere il tutto. “Abbiamo fatto così anche con la Francia prima delle elezioni, con ottimi risultati” - ha risposto il ministro. “Certo il contesto economico e politico è difficile, ma il governo Monti ha ribadito la priorità di questo progetto, quale opportunità per il Paese di rilanciarsi”. Il dossier passa al Consiglio degli Stati.
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