Svizzera

Vino amaro in Vallese

Consumi sempre in calo, sovrapproduzione e perdite: costretta a misure drastiche l’azienda chiave del settore nel cantone

  • 59 minuti fa
Un viticoltore al lavoro in un vigneto a Fully, nel Vallese orientale

Un viticoltore al lavoro in un vigneto a Fully, nel Vallese orientale

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Di: RTS/ARi 

In Svizzera il consumo di vini è in calo da più anni. Un dato che innesca uno squilibrio fra offerta e domanda, nonché sensibili effetti segnatamente in Vallese, la maggiore regione vitivinicola della Svizzera. Effetti tali da costringere Provins SA, azienda chiave della viticoltura vallesana, ad annunciare una serie di misure drastiche per adattarsi alla situazione. Nella sua ultima assemblea, svoltasi giovedì scorso, l’impresa ha annunciato una perdita per il 2025 di quasi 6 milioni di franchi.

Michel Charbonnet, il suo direttore generale, ha quindi esposto ai microfoni di RTS un bilancio inequivocabile. “Dagli anni Novanta il consumo di vino vallesano è calato di 18 milioni di litri”, a fronte di “una produzione diminuita solo di 5 milioni”. Si tratta quindi di “uno squilibrio strutturale, che ha indotto una pressione sui prezzi e sui margini, colpendo direttamente i viticoltori”.

Chiamato in causa su responsabilità della sua azienda nella situazione in atto, e in particolare sull’incidenza di scorte in eccesso, Charbonnet, pur riconoscendo che si sarebbero potuti apportare degli aggiustamenti più velocemente, ha anche sottolineato che Provins ha ridotto dal 2020 di 270 ettari le superfici di vigne di cui si fa carico per la vendemmia. Ad ogni modo, per continuare a esistere e svilupparsi, l’azienda deve ora adottare delle misure radicali. In particolare evidenza è la decisione di ridurre gli acquisti di uva, cessando soprattutto di accettare la raccolta da vigne situate in zone edificabili. Questo, ritenendo che i loro proprietari potranno sempre vendere questi terreni, edificabili, a prezzi rilevanti.

Con la misura in questione, che concerne circa 40 ettari di vigneti, si è inteso lanciare “un segnale forte per mostrare che la strada va verso lo sradicamento” di queste vigne, spiega Charbonnet: questi terreni, aggiunge, generano già una plusvalenza a beneficio dei proprietari e sono sempre meno sfruttati da viticoltori professionisti. Ma anche altri provvedimenti annunciati giovedì lasceranno il segno. Provins, infatti, affitterà meno vigneti, prevede di rinunciare a certe qualità di uva e preavvisa che pagherà meno la raccolta. Inoltre, alla luce di questa crisi, sono fuori questione investimenti per una nuova cantina: un progetto in questo senso per 20 milioni di franchi è stato così abbandonato.

Per Provins il quadro della situazione è chiaro: in Svizzera ci sono troppi vigneti e la soluzione passa da uno sradicamento, non da una limitazione delle importazioni. L’azienda si rammarica per il fatto che il settore non sia unito su questa posizione e invita le ditte concorrenti a seguirne l’esempio. I tempi del “vigneto del nonno” sono quindi finiti e l’azienda punta sulla professionalizzazione della viticoltura per garantirne il futuro. “Le giovani generazioni s’interessano sempre meno alla viticoltura” e “noi crediamo che l’avvenire del settore passi da viticoltori professionisti”, conclude Charbonnet.

RTS La Matinale del 01.05.2026 alle 06.23

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