Da domani, primo gennaio, entrano in vigore due convenzioni sull'imposizione alla fonte negoziate da Berna con i governi di Londra e Vienna.
Gli accordi, ricorda oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF), riguardano tutti i contribuenti britannici o austriaci con conti o depositi di titoli in Svizzera. Il DFF precisa che il Regno Unito riceverà dalle banche elvetiche un anticipo di 500 milioni di franchi, importo che sarà rimborsato mediante i pagamenti incassati con il recupero anonimo d'imposta. L'Austria non ha invece chiesto un analogo trattamento.
L'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente ha inoltrato un ricorso relativo al fallimento del referendum indetto contro l'accordo con il Regno Unito. Nell'attesa di esprimersi, il Tribunale federale si è rifiutato di sospendere l'entrata in vigore del testo.
I clienti interessai dall’accordo possono scegliere di pagare un'imposta alla fonte, dedotta direttamente dal conto e trasmessa in forma anonima al proprio Stato di domicilio, o rivelare i dati relativi al proprio conto. La soluzione negoziata con i governi di Vienna e Londra permette di regolarizzare il problema degli averi non dichiarati preservando, nel contempo, il segreto bancario. Al più tardi entro febbraio, le banche dovranno aver informato i clienti, che dovranno a loro volte decidere entro fine maggio se pagare l'imposta alla fonte o rivelare i dati riguardanti il proprio conto.






