Anche la Francia può ora considerarsi in recessione, dato che il suo prodotto interno lordo è calato (-0,2%) per il secondo trimestre consecutivo. Il potere d'acquisto delle famiglie francesi ha registrato nel 2012 un record negativo dello 0,9%, secondo quanto riferisce l'Istituto di statistica nazionale (Insee).
Quest'ultimo ente, a fine marzo, aveva valutato un ribasso dello 0,4% e ha rivisto al ribasso anche il dato sui consumi, sceso allo 0,4% rispetto al precedente 0,1%.
In generale, tra gennaio e marzo, tutta la Zona Euro ha fatto registrare una contrazione dello 0,2% rispetto alla fine del 2012. Le prime stime di Eurostat rivelano cifre positive solo per Germania (+0,1%) e Gran Bretagna (+0,3%). Le nazioni che hanno chiuso il primo trimestre con il segno meno rispetto ai tre mesi precedenti sono Cipro (-1,3%), Repubblica ceca (-0,8%), Italia e Spagna (-0,5%), Portogallo (-0,3%) e, appunto, la Francia (-0,2%).
Per l'Eurozona si tratta del sesto mese consecutivo di recessione, ossia il periodo di congiuntura negativa più lungo dal 1995. Tale situazione si riflette ovviamente in misura diretta sul mercato del lavoro: i disoccupati sono ormai 19 milioni.
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