Economia e Finanza

Attentato su un bus a Tel Aviv

Non accadeva dal 2006, 17 i feriti

  • 21.11.2012, 16:48
  • 4 maggio, 11:59
Il bus colpito

Il bus colpito

  • REUTERS

Un'esplosione su un autobus si è verificata verso mezzogiorno (ora locale) a Tel Aviv. La polizia e il portavoce del Governo israeliano hanno subito definito l'accaduto come un "atto terroristico", opera non di un kamikaze ma di un attentatore che ha lanciato l'ordigno a bordo, come ha riferito un testimone.

Nello scoppio sono rimaste ferite 17 persone. Nessuna versa in gravi condizioni. Il veicolo della compagnia Dan, che stava percorrendo un'importante arteria cittadina a poca distanza dal quartiere generale del Ministero della difesa, è rimasto bloccato in mezzo alla strada, carbonizzato all'interno e con il parabrezza in frantumi. Non è andato però completamente distrutto, il che fa supporre che la carica esplosiva fosse relativamente debole. Le forze dell'ordine hanno subito fatto sgomberare la folla radunatasi, nel timore che l'attentatore si trovasse ancora nelle vicinanze. L'identità dell'autore dell'attacco "è nota", secondo il ministro per la sicurezza interna Yitzhak Aharonovic. La caccia prosegue nella zona al confine con la Cisgiordania.

Contesto di guerra

L'esercito israeliano ha lanciato mercoledì scorso l'operazione militare "Pilastro di difesa" contro la Striscia di Gaza, con incessanti bombardamenti, ufficialmente per mettere fine ai lanci di missili palestinesi (1'400 in sette giorni). Nelle violenze, stando all'ultimo bilancio della Mezzaluna Rossa, 147 palestinesi sono rimasti uccisi e 1'155 feriti, in maggioranza donne, bambini e a anziani. Sono cinque i morti israeliani.

Hamas si rallegra

L'attacco di Tel Aviv è stato rivendicato su internet da due diversi gruppi, le Brigate Jihad Jibril del Fronte popolare per la liberazione della Palestina e le Brigate dei martiri di al-Aqsa, braccio armato di al Fatah, ma sull'attendibilità di queste dichiarazioni vi sono dei dubbi. "Se davvero si tratta di un'operazione della nostra resistenza, ce ne felicitiamo", è stata la prima reazione di un'emittente di Hamas, il movimento islamico al potere nella Striscia di Gaza, che nei giorni scorsi aveva avvertito lo Stato ebraico della possibile ripresa degli attentati in territorio israeliano, in risposta ai raid aerei. Un portavoce ha poi precisato che si è trattato "della naturale reazione all'aggressione" in atto nella Striscia, una reazione che però non potrà che allontanare la possibilità di una tregua nel conflitto. A Gaza, alla notizia dell'attacco, si sono verificate scene di giubilo, così come nei campi profughi palestinesi in Libano.

Il primo dal 2006

L'ultimo attentato nella capitale commerciale di Israele risaliva all'aprile del 2006, quando un terrorista suicida si era fatto esplodere nei pressi di una bancarella che vendeva panini alla stazione centrale, causando il decesso di 11 persone. Nel 2011 era invece stata presa di mira una stazione dei mezzi pubblici a Gerusalemme: una persona era morta e una trentina erano rimaste ferite.

Reazioni di condanna

L'attacco di Tel Aviv ha suscitato reazioni di condanna nella comunità internazionale. Ne sono giunte dalla Russia, dalla Francia e dalla Casa Bianca, così come dal segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon, impegnato in Medio Oriente nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi. "È ingiustificato che si prendano di mira dei civili", ha affermato a margine di un incontro con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas.

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  • RG 18.30 BOS Tel Aviv 21.11.12.MUS

    RSI Info 21.11.2012, 19:43

    • credits

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