Secondo un portavoce governativo giordano, il premier siriano Riad Hijab non sarebbe entrato nel Paese come affermato dai familiari dello stesso.
Interpellato dalla TV panaraba al Arabiya, il portavoce di Hijab, Muhammad Otri,
ha invece confermato che l'ex premier è in Giordania e che è ora diretto in Qatar. È mistero dunque sul luogo esatto in cui si trova il dissidente numero uno del regime di Damasco.
Nel frattempo, il presidente al Assad ha già nominato un primo ministro ad interim, Omar Ghalawanji, già responsabile delle amministrazioni locali.
Uccisi tre pellegrini iraniani
Verso le 17:00 ora svizzera è invece giunta la notizia che tre dei 48 ostaggi iraniani sono rimasti uccisi durante i bombardamenti governativi nella provincia di Damasco. La Brigata Al-Baraa, la cellula dell’Armata Siriana Libera che ha rivendicato il rapimento, ha minacciato di uccidere entro un'ora gli altri prigionieri se l'esercito non smetterà di bombardare.
I tre “sono stati uccisi quando un aereo ha attaccato e una delle case in cui (gli iraniani) erano tenuti è crollata sulle loro teste”, ha detto alla Reuters un portavoce del gruppo. “Noi uccideremo tutti gli altri, ha aggiunto, se l'esercito non cesserà il suo attacco. (I governativi) hanno un'ora di tempo”.
Colpita la TV di Stato
Questa mattina una bomba ha colipito la TV di Stato siriana con sede a Damasco provocando ingenti danni. Le trasmissioni non si sono interrotte nonostante la presenza di feriti confermata dal ministro dell'Informazione Muhammad az Zubi.
Gallery image - Damasco smentisce la fuga del premier
Attacco ad un monastero gesuita
Oggi alcuni uomini armati hanno assaltato il monastero di Mar Musa, a nord della capitale. Si tratta di un edificio risalente al IV secolo. L’attacco non ha portato vittime, ma il sito è stato interamente saccheggiato. Il luogo di culto cristiano era gestito fino a poche settimane fa dal gesuita italiano Padre Paolo Dall’Oglio, fondatore della comunità monastica.
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