Per gli incontri del Forum Economico Mondiale il palazzo dei congressi di Davos non è sufficente, molte manifestazioni si svolgono anche in vari alberghi. Allo stesso modo alle multinazionali e ai paesi che al WEF vogliono mettersi in mostra per attirare clienti o investitori, o anche solo per curare le relazioni con loro, non bastano i salottini e le sale che il Forum mette a disposizione per incontri privati.
Che fare allora? C'è chi affitta una sala per una manifestazione o un incontro in un hotel, o ancora chi trasforma la camera d'albergo in un ufficio. Ma, senza badare a spese, per far colpo c'è chi crea una sua "ambasciata" mettendo in mostra più o meno discretamente il proprio logo. Troviamo negozi di biciclette, di cucine o di vino e gallerie d'arte che per il periodo del WEF lasciano il posto a banche, assicurazioni e altre aziende. Aziende a cui si aggiungono i paesi che vogliono far colpo su potenziali investitori rivestendo di pubblicità i bus locali, piazzando megacartelloni pubblicitari e per chi vuole strafare si arriva al padiglione prefabbricato, quest'anno per esempio si è mosso in questo modo il Messico.
Ed ecco che passeggiando per Davos si vedono circolare i bus "griffati" Corea del Sud, India o Azerbaigian, alle finestre di un semplice appartamento lo striscione ci fa capire che li si è piazzata una rete televisiva cinese. Bar e caffè hanno le vetrine decorate con i loghi e i nomi di uno o più sponsor. Una targa alla porta di un palazzo di appartamenti ci fa capire che li dentro Bank of America accoglie i suoi ospiti. Insegne sulle facciate destinate a durare per il solo periodo del WEF ci segnalano che qualche ufficio del palazzo in questione è stato messo a disposizione di un azienda di passaggio a Davos, per fare un esempio la borsa tedesca.
L' affollamento di loghi e striscioni in certi punti é tale che sembra di essere su un circuito di formula uno, la formula uno dei Forum Economici.
Luca Fasani
Gallery image - Davos, a spasso fra le multinazionali




