Non vi è motivo di vietare il pagamento dei salari in euro. Con 118 voti contro 62, il Consiglio nazionale ha bocciato un'iniziativa parlamentare di Marina Carobbio (PS/TI). Per la Camera, il diritto in vigore già protegge a sufficienza i lavoratori. Marina Carobbio chiedeva di combattere il dumping salariale, modificando il Codice delle obbligazioni in modo che il salario fosse imperativamente pagato in moneta legale, ossia in franchi svizzeri.
A nome della commissione, Fulvio Pelli ha ricordato che non è un caso che l'iniziativa Carobbio sia stata depositata lo scorso anno quando il tasso di cambio euro-franco era particolarmente instabile, prima d'essere fissato, in settembre, dalla Banca nazionale. Oggi - ha aggiunto - Marina Carobbio non avrebbe alcun motivo di lanciare l'iniziativa.
Nelle condizioni esistenti di un anno fa, talune ditte erano tentate di cercare con i loro collaboratori accordi per far rientrare parzialmente il costo supplementare del lavoro. Tuttavia - ha proseguito Pelli - la storia dimostra che questi casi sono rari e che non appena il tasso di cambio si stabilizza scompaiono.




