La crisi non è ancora passata. Lo sostiene l’IOCSE secondo cui nel 2012 il prodotto interno lordo dell'eurozona si contrarrà dello 0,1%. In dettaglio, il PIL sarà stabile nel primo trimestre, subirà un calo dello 0,3% nel secondo e tornerà a crescere nel terzo e quarto, rispettivamente dello 0,3% e 0,7%.
Dopo la contrazione del 2012 il PIL dell'eurozona dovrebbe tornare a crescere nel 2013, dello 0,9%, accelerando progressivamente il passo nell'arco dei trimestri (+0,9% nel 1°, +1,2% nel 2°, +1,5% nel 3° e +1,7% nel 4°). In questo contesto, sostiene il capo-economista OCSE Pier Carlo Padoan, il riassetto di bilancio e le misure strutturali devono procedere di pari passo, per rendere il processo il più positivo possibile per la crescita.
Non abbassare la guardia
La crisi nell'eurozona è diventata più seria recentemente, e resta la più importante fonte di rischio per l'economia globale, sostiene Padoan secondo cui, "nell'area euro, la fiducia rimane debole o è addirittura in calo e i mercati finanziari sono di nuovo volatili”.
Più ottimismo oltre Atlantico
“Negli Stati Uniti, la crescita dovrebbe continuare a rafforzarsi, mentre la fiducia è in
ripresa sia per le aziende, sia per le famiglie”, scrive Padoan. Il PIL statunitense aumenterà del 2,4% nel 2012 e del 2,6% nel 2013, più rapidamente della media.
La crescita negli Usa, scrive l'Ocse, dovrebbe accelerare gradualmente nei prossimi due anni, “in uno scenario di condizioni finanziarie corroboranti e politica monetaria accomodante”.
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