Perde forza il vento che in questi anni ha permesso all'edilizia ticinese di solcare senza disagi le acque in tempesta della crisi internazionale. L'intero ramo, infatti, sembra iniziare a subire i primi contraccolpi, nonostante il buon livello attuale delle commesse.
A conferma della difficile situazione dell'intero mercato c'è la dura lettera dell'Unione associazioni dell'edilizia (UAE), inviata martedì al Consiglio di Stato ticinese, nella quale l'organizzazione ribadisce: "Considerato il forte e continuo aumento di lavoratori distaccati e indipendenti esteri invochiamo l'applicazione della clausola d'urgenza".
"Invasione commerciale dall'Italia"
L'organizzazione, che rappresenta una ventina di settori dell'artigianato di cantiere attivi a sud delle Alpi, denuncia "l'invasione commerciale" da parte di artigiani e piccoli impresari italiani e ricorda: "l'evoluzione delle notifiche a partire dal 2008 ha avuto una crescita media del 30%, se teniamo in considerazione anche la parte di lavoro non dichiarata (lavoro nero) possiamo stimare una cifra d'affari sottratta agli artigiani locali di circa 250 milioni di franchi, pari a circa 1'200 posti di lavoro a tempo pieno".
"Assunzioni di apprendisti a rischio"
Per contrastare questa situazione vengono chiesti al Governo una serie di provvedimenti, tra i quali: l'oscuramento immediato del sito internet utilizzato per notificare online la presenza di manodopera estera in Ticino, l'apertura di uno sportello che sbrighi queste pratiche con l'obbligo di presentare personalmente le notifiche e il potenziamento degli organi di controllo.
Qualora le richieste non dovessero essere soddisfatte l'UAE minaccia, tra le altre misure, il blocco delle assunzioni di apprendisti per il prossimo anno scolastico e il deposito su un conto vincolato degli importi di imposte cantonali e/o federali.
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SSIC, "il mattone attira, ma un po' meno"
Le preoccupazioni dell'Unione associazioni dell'edilizia sono state, seppur con toni e sfumature differenti, confermate oggi a Bellinzona dalla SSIC.
Nel tracciare il bilancio dell'attività svolta lo scorso anno e le sfide future, i rappresentanti della sezione ticinese della Società svizzera degli impresari costruttori hanno ricordato che rispetto agli ultimi anni la cifra d'affari è sensibilmente diminuita e, nonostante le entrate di ordinazioni si siano mantenute sul livello dell'anno precedente, nell'ultimo trimestre è stata rilevata un'inversione di tendenza. Tra le cause di questa flessione figurano la meteo sfavorevole ma, anche, l'aumento dei lavoratori distaccati e indipendenti (+42,9% nel 2012 rispetto al 2011).
Stando alla SSIC le proiezioni di fine anno, basate sui dati di aprile, sono critiche: si prevedono 25'956 lavoratori distaccati e 12'165 indipendenti, calcolando un impiego medio di 20 giorni lavorativi su 200 annui si giunge al 10%, l'equivalente di 3'800 lavoratori a tempo pieno.
Lino Bini
Marco (nome di fantasia), 45 anni, è un frontaliere interinale occupato in Ticino da diversi anni. " Oggi si lavora, domani non si sa. Sono il primo ad essere licenziato non appena il lavoro cala. Pur di portar la pagnotta a casa, sono disposto a tutto… poche settimane fa ero in un cantiere mentre nevicava, al freddo. Solo l’intervento dei sindacati mi ha fatto smettere. In quell’occasione l'impresario mi ha pagato le ore fatte e mi ha mandato a casa. Ho guadagnato pochi spiccioli e perso la giornata ”, ci racconta e aggiunge: “ Non ho uno stipendio fisso, non posso programmare la mia vita, non posso pianificare il mio futuro poiché in ogni momento posso essere licenziato, senza sapere quando e soprattutto per quanto tempo, potrò tornare a lavorare ”.
Per Vittorino Anastasia , direttore della SSIC, “ è ancora prematuro parlare di preallarme, ma i dati degli ultimi mesi devono far riflettere. Stando agli indicatori delle banche la questione 'bolla immobiliare' in Ticino al momento non sembra ancora sussistere, nonostante vi siano alcune regioni particolarmente 'calde' come il Locarnese e il Luganese; i dati sugli immobili sfitti non sono preoccupanti. Quando un impresario è messo alle strette è logico, che per coscienza cerca di lasciare a casa per primi gli ultimi arrivati, come gli interinali, e risparmiare i pardi di famiglia ".
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“ È vero, molti degli interinali che fino a dicembre lavoravano nel settore dell’edilizia, con la riapertura dei cantieri in primavera hanno fatto fatica a ritrovare un’occupazione. Questo è un segnale tutt’altro che rassicurante ”, ricorda dal Paolo Locatelli , responsabile cantonale OCST edilizia e affini.
“ Il crescente fenomeno in Ticino di padroncini, falsi padroncini e distaccati che giungono da oltre frontiera sta creando problemi al settore principale ma anche all’artigianato dell’edilizia. Dall’inizio dell’anno stiamo monitorando la situazione, ma il nostro lavoro è tutt’altro che semplice ”, sottolinea il sindacalista.
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