Le autorità americane si preparano ad accusare alcuni ex trader di Credit Suisse, accusati di aver ingannato gli investitori gonfiando i prezzi dei prodotti strutturati legati ai mutui per aumentare i loro bonus, pur sapendo che il valore dei titoli era sceso. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita una fonte anonima direttamente a contatto con il dossier.
Il crollo di Bear Stearns
Le accuse di riferiscono al febbraio 2008, un mese prima del collasso di Bearn Stearns, la banca d’investimenti il cui fallimento è stato l’evento precursore della crisi finanziaria del settembre 2008. Stando al quotidiano, i prezzi sbagliati dei bond si sono tradotti in 2,85 miliardi di dollari di svalutazioni per la banca. L'istituto ha collaborato con le autorità inquirenti e non è sotto accusa. Oggi Bear Stearns appartiene a JPMorgan Chase.
I trader si dichiareranno colpevoli
Sempre secondo il WSJ i trader - non è chiaro quanto siano, forse quattro - dovrebbero dichiararsi colpevoli. Potrebbe essere il primo caso penale sulla valutazione dei prodotti strutturati durante la crisi. Il Dipartimento di giustizia era stato in passato criticato per non aver portato davanti ai giudici un numero sufficiente di casi criminali legati alla crisi finanziaria.
Il CS licenzia 109 collaboratori a New York
Il programma di riduzione di costi annunciato lo scorso anno da Credit Suisse comincia a trovare applicazione nei singoli paesi: a New York la banca ha comunicato all'ufficio del lavoro il licenziamento, per motivi economici, di 109 dipendenti. Ciò avverra fra marzo e aprile.


