Svizzera

Via libera europeo ai dazi sull’acciaio, colpita anche la Svizzera

Il Parlamento Ue approva quote di importazione ridotte del 47% e dazi raddoppiati al 50% - Ora attesa la luce verde dal Consiglio Ue, nuovo regolamento in vigore da luglio 2026

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Foto d'acciaio

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Di: ATS/M. Ang. 

Il Parlamento europeo ha dato il via libera finale alle misure per proteggere l’industria siderurgica dalla sovraproduzione globale di acciaio. Queste si applicano anche alla Svizzera.

Le nuove norme sono state approvate martedì a Strasburgo con 606 voti a favore, 16 contrari e 39 astensioni.

Le misure introducono quote di importazione più basse, limitando a 18,3 milioni di tonnellate annue i volumi esenti da dazi: una riduzione del 47% rispetto al 2024. Si applica inoltre un dazio doganale del 50% (raddoppiato rispetto all’attuale 25%) alle importazioni che superano la quota e ai prodotti siderurgici non coperti.

Critiche svizzere

Le misure valgono per tutti i Paesi terzi, esclusi quelli membri dello Spazio economico europeo (SEE): Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Berna aveva chiesto invano a Bruxelles di ottenere una deroga.

La Commissione condurrà ora discussioni con oltre 20 partner, tra cui la Svizzera, per negoziare nuovi contingenti.

Nei giorni scorsi il presidente della Confederazione Guy Parmelin aveva duramente criticato le norme più severe sulle importazioni, definendole “inaccettabili”. Parmelin si era detto sorpreso dal momento scelto, riferendosi al fatto che le Camere federali stanno esaminando il pacchetto di accordi recentemente firmato da Svizzera e UE. I nuovi dazi sull’acciaio non violano la dichiarazione comune in merito, che prevede di evitare tensioni o ostacoli in questa fase, aveva però replicato Bruxelles.

L’obiettivo della misura votata dall’Eurocamera è aiutare l’industria siderurgica dell’UE a contrastare gli effetti negativi sul mercato legati al commercio e derivanti dalla sovraproduzione globale. Le nuove norme sostituiscono le attuali misure di salvaguardia in scadenza il 30 giugno.

Origine dell’acciaio

Per limitare l’elusione dei provvedimenti da parte di aziende al di fuori dell’Unione europea attraverso trasformazioni minime dell’acciaio effettuate in Paesi terzi, il nuovo regolamento rafforza la tracciabilità.

Nel testo viene introdotto il principio secondo cui l’origine dell’acciaio è determinata dal luogo in cui viene inizialmente fuso e colato. La Commissione europea dovrà pertanto considerare l’origine quando assegna le quote di importazione.

Inoltre, la situazione dell’Ucraina come Paese candidato all’adesione UE, con specifiche difficoltà dovute alla guerra, dovrà essere presa in considerazione nell’assegnazione delle quote.

Per la relatrice Karin Karlsbro (Renew, Svezia) “l’Europa ha bisogno di un’industria siderurgica forte e competitiva, fondata sul commercio, l’innovazione e una concorrenza equa. Contrastare gli effetti negativi sul commercio causati dalla sovracapacità globale è essenziale e accolgo con favore il fatto che l’esenzione per l’acciaio russo non sia stata prorogata”.

Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio europeo. Entrerà in vigore il primo luglio 2026.

01:49

RG delle 12.30 del 19.05.26, il servizio di Walter Rauhe

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