Economia e Finanza

Fisco, via libera all'accordo con gli USA

Il Nazionale ratifica l'accordo di doppia imposizione

  • 05.03.2012, 20:30
  • Ieri, 12:36
Keystone

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Con 110 voti contro 56 (e 14 astenuti) anche il Consiglio Nazionale, dopo gli Stati, ha approvato la nuova versione dell’accordo di doppia imposizione con gli Stati Uniti, che rende più agevole l’accesso da parte degli inquirenti ai conti bancari svizzeri di cittadini americani. In particolare l’intesa autorizza le domande collettive, grazie alle quali i giudici potranno ottenere, a determinate condizioni, dati bancari e informazioni su contribuenti non identificati.

UDC isolata in parlamento

Il gruppo UDC ha tentato di ostacolare la sua ratifica votando contro l’entrata in materia e cercando di impedire le domande collettive ma ha nettamente prevalso il fronte moderato (PLR, PPD e le altre formazioni borghesi) che ha insistito per un accordo globale con gli Stati Uniti che salvaguardi la piazza finanziaria e in particolare le 11 banche elvetiche indagate per aver favorito illegalmente contribuenti statunitensi.

In proposito la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf ha assicurato che l’intesa non entrerà in vigore prima del raggiungimento di un accordo in tal senso.

Sì alle controverse domande collettive

Il documento sottoscritto con gli Stati Uniti concede assistenza amministrativa, oltre che per i casi di frode, anche per la semplice evasione fiscale, così come imposto dall’OCSE. Ma soprattutto, come insistentemente aveva chiesto Washington, saranno fornite informazioni su contribuenti statunitensi non identificati se l’istituto bancario avrà aiutato l’evasore a occultare capitali al fisco americano (domande collettive). Una clausola, questa, accettata a malincuore dai consiglieri nazionali che non intendono estenderla agli altri paesi con i quali vige un accordo di doppia imposizione.

Da parte sua il PS, che avrebbe voluto strappare la promessa di negoziati con l’UE per giungere allo scambio automatico di informazioni, si è accontentato della proposta avanzata dal Consiglio federale, nel quadro della strategia "denaro pulito", sulla autodichiarazione fiscale imposta ai titolari di conti bancari.

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