Da qualche giorno il gas è una realtà anche per il Sopraceneri. A Giubiasco è infatti stata allacciata la prima abitazione. Altri collegamenti seguiranno nei prossimi giorni in diversi comuni della zona. Con Giubiasco inizia la fase due del progetto Metanord, che prevede progressivamente la diffusione dei collegamenti nel Bellinzonese, Locarnese e nella Valle Mesolcina. Dunque un nuovo vettore energetico verrà messo a disposizione dell’utenza secondo il principio della libera scelta; ma perché privati e aziende dovrebbero passare al gas, detto in altre parole quali sono i vantaggi?
Inquina meno e conviene
“Prima di tutto è meno inquinante, inoltre è anche competitivo dal profilo dei costi”, spiega Marco Passalia, membro della Commissione energia del Gran Consiglio e vice-direttore della Camera di commercio. Per inquinare di meno, però, non sarebbe stato meglio investire nell’efficienza energetica? “Guardi... proprio in questo periodo la nostra commissione si è chinata sul Piano Energetico Cantonale, che in una delle sue schede pone l’accento sul discorso del gas, mettendo in evidenza i vantaggi che sono una riduzione delle emissioni e – altro elemento non trascurabile – la possibilità di produrre energia termica, un aspetto che è sicuramente in linea con un discorso di maggiore efficienza energetica”. Inoltre, ci spiega Passalia, ci vuole anche una sana dose di realismo: nel 2011 si è infatti deciso di uscire dal nucleare (entro il 2050, nda), ma intanto la domanda di energia continua a crescere.
E se il fornitore dovesse chiudere il rubinetto?
Vista l’accessibilità dal profilo economico, le aziende hanno fin qui manifestato parecchio interesse per la proposta, ci ha inoltre detto Passalia. “Posso per esempio citare la Vanini Sa di Rivera. Altre sono attualmente in trattativa. Deve considerare che vi sono aziende di grandi dimensioni che hanno bisogno di energia sia per la produzione che per il riscaldamento”. D’accordo, ma cosa succederà se dovessero ripetersi situazioni come nel 2008, quando la Russia improvvisamente si innervosì e chiuse i rubinetti del gas lasciando a secco parecchie persone? “Ne abbiamo parlato in commissione. – risponde Passalia – stando alle nostre informazioni il 70% del gas distribuito in Ticino non proviene da paesi dell’est europeo, per cui il rischio non dovrebbe porsi o va perlomeno relativizzato”.
Perché investire?
Ciò detto a livello federale si è sempre parlato di gas come di una soluzione ponte per permettere alla Confederazione di uscire dal nucleare, inoltre le risorse di gas non sono illimitate, per cui perché investire? “Si ragiona comunque in un’ottica di almeno trent’anni – replica Passalia – inoltre le ricordo che l’approvvigionamento energetico è garantito da un mix di vettori. Segnalo infine che il nostro cantone è all’avanguardia per quello che concerne la produzione di energie rinnovabili: l’energia idroelettrica corrisponde al 95% della produzione ticinese”.
Le perplessità dei Verdi
Comunque vada a finire il gas per i prossimi decenni dovrebbe giocare un ruolo piuttosto importante in Ticino e già oggi non fa l’unanimità. “Ha dei vantaggi a breve termine: per esempio la riduzione delle emissioni di CO2 e polveri fini. – spiega Francesco Maggi, anche lui membro della Commissione energia – A medio e lungo termine però i problemi non dovrebbero mancare ed è per questo che come Verdi siamo contrari. Si investe infatti in un nuovo vettore energetico, ma non c’è una riduzione dei consumi e della dipendenza dall’estero e quindi la domanda che ci poniamo è: come faremo in futuro a ridurre i consumi e la produzione di CO2? Non vorremmo che questo vettore dilazioni tutta la politica di efficienza energetica…”. Ma cosa intende con “dipendenza dall’estero”? “All’estero fisseranno i prezzi. Poi c’è la questione economica: per petrolio e gas spendiamo quasi 20 miliardi all’anno, che escono dal paese. Se noi invece investiamo nell’efficienza elettrica e nelle energie rinnovabili lo facciamo nella nostra economia”. Resta il fatto che perlomeno per il consumatore è più conveniente? “Attualmente sì; anche i costi di manutenzione sono minori. Ovviamente dappertutto il prezzo del gas è legato a quello del petrolio per cui come si evolverà questo prezzo in futuro resta un’incognita”.
Sandro Pauli
Il gas in Ticino
Il gas naturale è stato introdotto in Ticino nella seconda metà degli anni ’80, con la realizzazione da parte delle aziende industriali di Lugano del gasdotto che dalla zona di frontiera di Bizzarrone porta il metano a Lugano. L’AIL acquista il gas dall’Italia per poi distribuirlo essa stessa o rivenderlo ad alcune aziende di distribuzione attive sul territorio cantonale (Age Chiasso, Ams Stabio e Aim Mendrisio). Nel 2012 AIL ha venduto 1,2 miliardi di KW/h.




