È passato un intero fine settimana, quasi tre giorni di assoluto silenzio, dopo la decisione da parte del Bellinzona di esonerare il proprio allenatore Francesco Gabriele. Un silenzio assordante del presidente Giulini, che ora è stato rotto. "C'erano troppe scontentezze, tensioni, spaccature, si era persa una certa voglia, una solidarietà tra i giocatori: praticamente vi era una parte del collettivo che soffriva", ammette lui stesso ai nostri microfoni.
Licenziare un allenatore vincente (perché, ai conti fatti, tale è da considerare Gabriele) può apparire però una decisione paradossale. Una scelta che può però anche essere letta come una grossa concessione allo spogliaotio. "Io non sono ostaggio dello spogliatoio - continua Gabriele Giulini - Il patrimonio di una società sono i giocatori e quindi è giusto che ci sia una particolare attenzione verso di loro; e comunque bisogna saper riconoscere i propri errori".
"Pentito di non aver riconfermato Andermatt"
E nonostante i buoni risultati sul campo (25 punti raccolti in 11 incontri), il presidente granata si dice addirittura "pentito di non aver riconfermato Martin Andermatt". Tanto che è proprio il 51enne ex tecnico del Bellinzona il primo della lista per raccogliere il testimone di Gabriele: "È questione di pochi giorni e poi ci sarà il nome - annota Giulini - e evidentemente Andermatt fa parte di queste candidature, ma non è l'unica".
Poi la proposta potrebbe essere quella di creare un comitato tecnico che sostituisca la figura del direttore sportivo (ruolo ricoperto fino a venerdì da Giuseppe Bifulco, pure licenziato): una triade formata da allenatore, consulente di mercato e un rappresentante dei giocatori. Ad esempio Andermatt, Blasucci e Hakan Yakin. Ma forse non è solo un'idea.
Gallery audio - Giulini: "Gabriele è stato un mio errore"
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RG 12.30 R1 SPORT GARGANTINI BELLINZONA 10.12.12.MUS
RSI Info 10.12.2012, 13:41








