L’oro ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 5’000 dollari l’oncia. Il metallo prezioso continua la sua ascesa inarrestabile, alimentata dal clima di incertezza che circonda la presidenza di Donald Trump.
Lunedì mattina il prezzo ha toccato un picco di 5’093,05 dollari l’oncia. Si tratta di un livello mai raggiunto prima. Solo a gennaio 2024 l’oncia valeva poco più di 2’000 dollari.
Le tensioni geopolitiche e commerciali spingono gli investitori verso i beni rifugio. Le minacce del presidente statunitense Donald Trump di acquisire la Groenlandia e di imporre dazi doganali agli alleati europei hanno alimentato la crescita. Nemmeno il parziale ridimensionamento delle dichiarazioni al Forum economico mondiale di Davos ha fermato la corsa dell’oro.
“Gli investitori sono riluttanti ad abbandonare il metallo prezioso, nel caso in cui Donald Trump si svegliasse con una nuova idea controversa”, spiega Dan Coatsworth, analista di AJ Bell.
I continui cambiamenti di direzione della politica statunitense alimentano un clima di incertezza nel Paese, allontanando gli investitori dal dollaro e dai titoli di Stato, tradizionalmente considerati alternative sicure all’oro. Come osserva Neil Wilson di Saxo Markets, tuttavia, a sostenere ulteriormente il metallo prezioso interviene un elemento ancora più decisivo: “La svalutazione delle valute e la crescita del debito pubblico stanno generando una domanda inesauribile di beni tangibili”.
Nel frattempo anche l’argento vola. Il metallo ha superato per la prima volta i 100 dollari l’oncia venerdì. Lunedì ha toccato un nuovo record a 109,45 dollari, più che raddoppiando il valore da ottobre 2025. La domanda industriale nel solare e nell’elettronica alimenta la crescita.

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Notiziario 26.01.2026, 08:00
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