Svizzera

La guerra in Medio Oriente colpisce anche il turismo in Svizzera

Ginevra e Oberland bernese le zone più esposte: voli ridotti e prezzi in salita frenano i grandi spenditori

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Ginevra in un'immagine d'archivio
01:23

Radiogiornale delle 07:00 del 13.03.2026: il servizio di Marzio Minoli

RSI Info 13.03.2026, 10:18

  • Keystone
Di: Radiogiornale-M.Minoli/ludoC/ATS 

La guerra in Medio Oriente colpisce inevitabilmente anche il turismo in Svizzera. Gli operatori si attendono una diminuzione delle presenze degli ospiti provenienti dai paesi del Golfo. Ma anche chi viene da paesi asiatici più lontani avrà difficoltà a raggiungere la Svizzera.

Il conflitto in Medio Oriente, secondo stime del World Travel & Tourism Council riportate dal Financial Times, sta costando all’industria turistica regionale 600 milioni di dollari al giorno in mancati introiti. Cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e la crescente apprensione dei viaggiatori stanno pesando duramente sulla regione: solo a Dubai sono state cancellate oltre 80’000 prenotazioni di alloggi a breve termine nella settimana fino al 6 marzo, secondo i dati della società di analisi AirDNA raccolti da piattaforme come Airbnb e Vrbo. Cinque giorni di cancellazioni nei principali hub del Golfo hanno lasciato circa 4 milioni di viaggiatori bloccati nella regione, secondo stime del fornitore di dati Cirium.

Anche raggiungere la Svizzera diventa sempre più difficile: pochi i voli in partenza dai paesi del Golfo, e quei pochi costano molto. Ma non solo. Anche chi arriva da Cina, Australia o India, solo per fare qualche esempio, ha problemi. Infatti moltissimi voli fanno scalo a Dubai, uno degli aeroporti chiave per il traffico in provenienza dall’estremo oriente. Le operazioni in questo scalo sono ridotte e l’aeroporto è soggetto a chiusure temporanee.

Le regioni svizzere che subiscono maggiormente le ricadute negative della situazione in Medio Oriente sono Ginevra e l’Oberland Bernese. Secondo Christian Hürlimann, direttore di HotellerieSuisse, le prime cancellazioni sono già arrivate.

E non sarà facile sostituire questa clientela. Nel 2025 questi ospiti hanno trascorso oltre 813’000 notti in Svizzera — l’1,9% del totale dei pernottamenti, secondo l’Ufficio federale di statistica — ma il loro peso reale va ben oltre la quota numerica. Spendono in media 400 franchi al giorno a persona, più del doppio della media generale di 187 franchi, e quasi un terzo di loro sceglie hotel a cinque stelle, contro l’8% del totale dei visitatori. Hürlimann sottolinea però all’agenzia economico-finanziaria AWP che, in base alle esperienze passate, una volta normalizzata la situazione questi turisti torneranno in Svizzera rapidamente.

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